SALUTO DEL PRESIDENTE

Signori, Signore, Sig. Sindaco Masiello, Sig.Questore Dina,

è per me un vero onore essere qui con voi. Quando John Cristiano ha avuto la cortesia di invitarmi al vostro raduno che da tre anni celebrate, io non ho avuto alcuna esitazione a parteciparvi.

Forse perché ognuno di noi ha nel proprio destino una predilezione. Circa venti anni fa, quando ero sindaco di San Fele, ho promosso un gemellaggio tra San Fele e Drummoyne, in Australia. In questa città lontanissima, negli anni 1950 e 1960 sono emigrati più di 2500 sanfelesi.

La emigrazione dei sanfelesi nel mondo è lontanissima nel tempo, qualcosa la potete leggere nel depliant, la cui pubblicazione risale a qualche anno.

In esso troverete il riferimento all’emigrazione anche qui a Buffalo, che io personalmente ho scoperto nel 1980, anno in cui siamo stati colpiti dal terremoto.

Da qui, da Buffalo, ci sono stati inviati aiuti e consegnati dai coniugi Abarno.

Sicuramente in ritardo, ma spero altrettanto graditi, ora per allora posso ringraziarvi personalmente di quanto avete fatto per i vostri concittadini ed i vostri familiari.

Il paese è quasi tutto ricostruito, ma l’emigrazione seppur lenta permane. Questo è il triste destino comune a tutti i paesi di montagna: le persone tendono a trasferirsi a valle, dove le possibilità di lavoro sono maggiori e la vita più confortevole.

La nostra regione è cambiata profondamente, i nostri comuni sono cambiati, come pure le nostre abitudini, le nostre tradizioni, i rapporti sociali ed economici.

Spessissimo i ricordi dei nostri concittadini emigrati, che ritornano dopo molti anni, non trovano più riferimenti e forse rimangono delusi, ma questo è semplicemente il cambiamento dei tempi e delle persone.

Ciò che a me colpisce sempre nel comportamento di tutti i nostri corregionali all’estero, di nuove e vecchie generazioni, e in qualsiasi parte del mondo, è l’attaccamento forte, a volte morboso, nei confronti della propria terra e del proprio paese d’origine.

Grazie per questo autentico e profondo sentimento.

Grazie anche alle affermazioni professionali, sociali, economiche e politiche che siete stati in grado di raggiungere, superando le enormi difficoltà di adattamento iniziale e facendo così giustizia di un destino difficile in patria ed onore verso voi stessi per i traguardi raggiunti, portando così in alto il vostro nome e quindi anche quello dell’Italia, della Basilicata e del nostro comune.

Grazie anche a questa Terra che vi ha dato la possibilità di integrarvi e di divenire ciò che voi oggi siete.

Noi, per quanto nelle nostre possibilità, saremo a vostra completa disposizione, avendo per questo la Regione Basilicata avviato da alcuni anni la costituzione delle associazioni dei lucani all’estero e da quest’anno anche la rivista dei lucani nel mondo, dedicata unicamente ai nostri corregionali emigrati.

Grazie di tutto e a presto vederci in Italia, in Basilicata, a San Fele.

10 maggio 2003