Io credo che la protesta, che si sta conducendo per difendere i rigorosi principi della democrazia e i legittimi interessi della popolazione di Basilicata, debba, per quel che è dato sapere, prevedersi più lunga e difficile di quanto si possa immaginare.
I segnali che arrivano non sono rassicuranti, la non chiarezza della decisione assunta fanno immaginare interessi, che sono alla base di una infelicissima presa di posizione del Governo Nazionale nel voler individuare in Scanzano Jonico sito della discarica unica delle scorie radioattive.
Mai come in questa circostanza il popolo della Basilicata si trova unito e convinto, come non mai, di doversi difendere da decisioni verticistiche ed in danno di gente da sempre ritenuta pacifica, laboriosa e rispettosa della legalità.
Rilevo felicemente che sulla questione non ci sono posizioni tecniche o ideologie che s’impongono ad altre, né schieramenti politici che vogliono primeggiare o cavalcare strumentalmente l’accaduto.
Sono uomini e donne, giovani ed anziani, prelati e politici, agricoltori e intellettuali, insomma tutti a difendere una causa, che non è solo economica o di prospettiva di sviluppo, ma di difesa della storia di un popolo che, da solo, con immani sacrifici, con rinunce e privazioni, ha saputo lasciarsi alle spalle la miseria e la desolazione per assumere un ruolo di grande prestigio, ormai ampiamente riconosciuto, nell’economia lucana e nazionale.
Cinquant’anni fa, proprio in questa area, è arrivata gente da altre parti della Basilicata per compiere il miracolo del risanamento di un territorio provato dalla malaria.
E oggi, che essi, i loro figli e la gente del posto possono competere con i propri prodotti e con l’offerta turistica sui mercati nazionali ed internazionali, il Governo nazionale, ignorando i progressi compiuti, immagina di trasformare questa florida zona in una immensa discarica, in un deposito e stoccaggio di materiale radioattivo.
La fragilità del provvedimento emanato, l’inconsistenza delle motivazioni tecniche e scientifiche addotte, la nebulosità delle spiegazioni, che si percepiscono appena o che non si percepiscono affatto, concorrono tutte a smascherare il vero volto del provvedimento, e quello di coloro che lo hanno concepito e lo hanno emanato.
E’ una vera barbarie che si vuole consumare.
Costoro dimenticano un pezzo importante della storia e della cultura antica e moderna di questa terra.
Dimenticano la fierezza e la tenacia del popolo lucano.
Le proteste di questi giorni, evidentemente, non bastano per far tornare la ragione a chi vuol privilegiare altri ed oscuri interessi.
Devo dare atto, qui pubblicamente, dell’orgoglio mostrato dal popolo lucano, della rigorosità della protesta, ma anche della compostezza con la quale si attua e della grande solidarietà che sta arrivando da tantissime parti d’Italia.
Devo dare atto, inoltre, alle Forze dell’Ordine, che presiedono da giorni il territorio, dell’impegno profuso per evitare i possibili incidenti e della comprensione che hanno per la popolazione locale.
Questo conferma le motivazioni nobili che sono alla base delle tante e articolate manifestazioni, che si susseguono in questi giorni a ritmo incalzante e sostenute dalle ammirevoli Amministrazioni Locali.
La stessa comprensione dovrà essere trovata anche ad altri livelli, perché sarebbe davvero beffardo se un giorno si dovesse assistere a processi di massa solo per aver voluto difendere i propri diritti, i diritti ad una vita priva di insidie.
Scanzano Jonico è oggi l’intera Basilicata, una Basilicata pronta a difendersi caparbiamente se il Governo non tornerà sui propri passi, non aderendo, quindi, ai ricatti politici di una rozza e sciagurata mentalità, che tende solo a spaccare il Paese nella miope illusione di ricavare in una sola parte di essa i benefici e di scaricare nell’altra tensioni, ritardi di sviluppo o addirittura la realizzazione di discariche non di semplici rifiuti, ma di scorie radioattive provenienti dall’intera Penisola.
E’ evidente che il Consiglio Regionale della Basilicata deve e vuole vederci chiaro in tutta questa vicenda, facendo anche emergere gli interessi occulti che si celano e le responsabilità politiche, che pur ci sono in questa incresciosa vicenda.
Per il momento, non possiamo che contrastare con fermezza il decreto e quanti non tengono in alcun conto di cosa c’è realmente nel sottosuolo del Metapontino, volutamente ignorano cosa muove sul suo soprassuolo, ignorano la ricchezza e la fertilità dei campi, i complessi turistici d’avanguardia, le testimonianze della storia antica, ignorano che questa è la Magna Grecia, la culla della civiltà dei popoli.
Qui, sono nate le scienze e le lettere e non sarà certo qualche tecnocrate o politico rozzo e ignorante a riversarci addosso ciò che loro rifiutano per se stessi e per i loro territori.
La Regione Basilicata saprà ben sostenere le ragioni, che sottendono alla non realizzazione di una discarica nazionale di materiale radioattivo, adottando in questa seduta i necessari ed opportuni provvedimenti.
Scanzano Jonico, 19 novembre 2003
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