Colleghi, Autorità,

con questo consiglio regionale, convocato in seduta straordinaria ed aperta alla presenza di S.E. il Prefetto Mauriello, del Comandante dei Carabinieri Garelli e del Comandante dell’Esercito Italiano in Basilicata Izzo, celebriamo un giorno di grande dolore per l’intero Paese, che si ritrova oggi a piangere i suoi caduti.

Il popolo di Basilicata, che ha offerto il suo tributo con il sangue di un suo amatissimo figlio, si inchina ossequioso di fronte alle giovani vite stroncate.

Partecipa commosso al dolore delle famiglie; rende onore all’Arma dei Carabinieri e all’Esercito Italiano, che fedeli alla loro missione, hanno pagato un altissimo prezzo alla lotta contro il terrorismo internazionale, per assicurare la pace, la libertà, e la democrazia dei popoli.

Di fronte ad una tragedia di tale gravità non è giustificata alcuna strumentalizzazione, ma è necessaria una responsabilità collettiva, politica, istituzionale e civile, che non dia spazio a sterili e anacronistiche polemiche.

“No, la tremenda strage di ieri non fa cambiare idea all’Italia ho la coscienza di rappresentare un paese unito e forte”. “Continueremo a svolgere insieme ai nostri alleati e con le Nazioni Unite, il nostro ruolo nella lotta al terrorismo internazionale”.

Sono queste le dichiarazioni del Presidente della Repubblica Ciampi, che possono rappresentare per tutti il giusto ed equilibrato atteggiamento da osservare nei confronti di una circostanza, che va oltre l’angoscia del momento e lo smarrimento di queste ore.

Il richiamo alla coesione nazionale ed il dolore per le vittime dell’atroce attentato, ci sembrano essere gli elementi più significativi ed i soli che possano essere, in queste ore e nei prossimi giorni, alla base di una reale unità delle forze politiche ed istituzionali.

Pur nella tragedia del momento, questa triste circostanza può rappresentare un’eccezionale occasione per riportare il dibattito nazionale e i rapporti tra le forze politiche ad un dialogo costruttivo, scevro da polemiche fuori luogo e da contrapposizioni, che all’intera Nazione potrebbero apparire strumentali.

La serietà dimostrata dalle forze politiche, in questa occasione, di non dividere il Paese nel rispetto delle vittime, è certamente un atteggiamento di grande responsabilità ed equilibrio.

Non si tratta, alla luce di quanto è successo, di valutare o meno l’opportunità di una presenza militare italiana in Iraq; si tratta, invece, di ribadire i motivi della nostra presenza in quel Paese e nei tanti in cui siamo presenti come forza di pace.

Il nostro compito in Iraq, nei Balcani, in Afghanistan, nel Corno d’ Africa ed in tanti altri paesi è certamente quello di garantire la pace, l’affermazione della democrazia di questi popoli e il ritorno all’auto-governo degli stessi. In Iraq, siamo presenti, non per atti di guerra, ma per combattere il terrorismo, lo stesso terrorismo, che ha ucciso i nostri militari.

Oggi, in questo Consiglio siamo chiamati ad interpretare lo sgomento e la sofferenza del popolo lucano, che ha visto la scomparsa di un suo figlio, il Maresciallo Filippo Merlino, siamo chiamati ad esprimere il dolore e a rinnovare il nostro impegno agli indiscussi valori della pace, della democrazia e della libertà, che trovano nell’Arma, nell’Esercito Italiano e in tutte le Forze Armate il riferimento puntuale e rassicurante.

Con più forza, quindi, dobbiamo stringerci intorno ai Corpi militari e alle famiglie delle vittime, a tutte le famiglie dei caduti, anche a quelle irachene, così aspramente e durature colpite; dobbiamo sviluppare il massimo dell’impegno e della solidarietà per il più rapido ristabilimento della pace e dell’ordine internazionale in quella martoriata terra.

13 novembre 2003