Ognuno interpreta la realtà secondo la propria visione o come gli viene convenientemente riferita. E’ quanto accaduto e riportato sulla Nuova del 27 aprile.
           Ritengo intervenire in merito per chiarire alcune questioni che anche mi riguardano e che non rispondono al vero.
           Prima questione: il partito non mi avrebbe difeso nella vicenda con Vulpio.
Personalmente ho preferito che fosse il Presidente Di Pietro ad intervenire e lo ha fatto nell’incontro dello scorso 19 aprile, aprendo la campagna elettorale alle europee ed indicando la mia persona come l’unico candidato del partito dell’intera circoscrizione meridionale.
           Scusate se è poco e se ciò invece non archivia definitivamente l’accaduto. Ma aggiungo ancora. Ieri Di Pietro, molto più opportunamente alla presenza dei diretti interessati, a Napoli alla presentazione della lista, ha ammonito tutti coloro che oggi entrano nell’Italia dei Valori al rispetto e alla considerazione verso chi in questi anni ha non solo portato il vessillo del partito, ma lo ha fatto affermare e crescere sul territorio.
           Seconda questione: trame interne e perenni tranelli.
Niente di tutto questo è più falso ed infondato; non vi è stata una sola volta in cui l’Assessore Autilio fosse stato messo in discussione nel suo ruolo per la semplice ragione di disarcionarlo. Il dissenso, la critica, che in alcune circostanze si sono manifestate rispetto all’azione complessiva della Giunta Regionale, sono dentro la dialettica democratica e costruttiva, che bisogna sempre auspicarsi per evitare la quotidianità o per votarsi al gioco del silenzio in un momento di grave crisi politica, sociale ed economica.
Terza e ultima questione: gli apparentamenti alle prossime competizioni elettorali.
Preciso che non ho mai dato il via libera alla candidatura a sindaco di Potenza all’Ing. Vito Santarsiero, che personalmente reputo una persona rispettabile, ma con gravi responsabilità politiche per la scarsa o meglio nulla relazione con l’IDV e per le scelte amministrative che ultimamente non abbiamo affatto condivise.
Sulle due province invece abbiamo dato il nostro assenso all’apparentamento, salvo capire dove inizia questo centro sinistra lucano e dove finisce (per intenderci cosa significano le liste del Presidente o del Sindaco, e quante liste civiche si collegano) e perché il PD accetterebbe solo l’apparentamento dell’IDV su Matera e non anche su Potenza.
Come si comprende la tesi che sosteniamo da tempo è non solo vincere, ma governare efficacemente e non riproporre all’elettorato una miriade di sigle dove l’azione dei partiti è inevitabilmente annacquata da furbizie elettorali e da una canea di candidati alla ricerca spasmodica di preferenze personali.
Tutto ciò è stato bandito nelle scorse elezioni da un elettorato che vuole aggregazioni coese in grado di assicurare governabilità e garanzia di appartenenza.
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