Radice: «Meglio andare da soli alle elezioni»
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Il segretario dell’IDV esprime giudizi negativi sul PD mentre si dice contento della candidatura del PM di Catanzaro
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di SALVATORE SANTORO
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POTENZA - Radice boccia l’alleanza con il PD e prospetta un IDV che corre da solo alle prossime amministrative in Basilicata. Il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Michele Radice in piena fase “toto candidati†e all’indomani della notizia della candidatura di De Magistris nelle liste del partito di Di Pietro per le europee risponde al Quotidiano della Basilicata senza “peli sulla linguaâ€.
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Partiamo dalla notizia del giorno. Cosa pensa della candidatura di Luigi De Magistris?
«Io personalmente ne ero già a conoscenza. Credo che questa candidatura possa portare un valore aggiunto al nostro partito perché nella costruzione delle liste, così come le sta facendo Di Pietro, si stanno privilegiando parti di un mondo esterno alla politica che possono arricchire il partito. La vedo bene perché dimostra che l’IDV è un partito aperto che non si chiude. Vorrei però fare un distinguo: “non vorrei che la candidatura di De Magistris si connotasse semplicemente tra quelli che sono giustizialisti e quelli che la pensano diversamente. Io la vedo bene invece, perché credo che possa essere una personalità che può esprimere valori politiciâ€Â».
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Intanto a livello nazionale l’Idv si sta caratterizzando per alcune candidature forti: Vulpio, Bea e soprattutto De Magistris. In Basilicata cambia la linea delle alleanze anche rispetto a queste scelte?
«No. Non è il ragionamento che si sta facendo a livello nazionale che ci condiziona in Basilicata. Noi siamo un partito federalista e autonomo nei vari territori. Le difficoltà che ci sono in Basilicata con il PD sono indipendententi dalle candidature nazionali di Vulpio e De Magistris. Anche perché le europee e le amministrative hanno dinamiche elettorali differenti».
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Ma qual’è la posizione dell’IDV all’interno del centrosinistra lucano?
«Questo centrosinistra è un po’ appiattito e latitante. Si fa una riunione dopo di ché non si da seguito alla stessa riunione. Non si riesce a capire quale è il filo conduttore delle scelte, non si capisce se c’è un’idea della costruzione o della tenuta dell’intero centrosinistra. Oppure è solo una cosa interna al PD e poi successivamente posta al resto dei partiti. Io non ci sto a questo state di cose. In una coalizione le scelte devono essere condivise. Noi avevamo già espresso un parere chiaro quando ci avevano proposto l’ipotesi di due vertici su tre per il PD. Questo era quello che aveva sempre detto Lacorazza e quindi di partire da Matera e dalla città di Potenza per il PD e lasciare libera la Provincia di Potenza, sulla quale noi avevamo esercitato una opzione. Poi le cose sono evidentemente mutate per dinamiche tutte interne al PD con Maria Altezza che ha rinunciato e con la messa in campo dello stesso Piero Lacorazza per la presidenza della Provincia».
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E quindi salta l’alleanza?
«E’ evidente che questa novità ha creato a noi, ma anche ad altri, qualche perplessità Tanto più che a oggi il tavolo del centrosinistra non si è riunito più. Noi per la verità a questo punto non ce ne facciamo un cruccio perché il sistema elettorale può consentirci di andare da soli e di apparentarci successivamente, se non si trova un’intesa nell’immediato; stiamo pensando di fare un battaglia elettorale esclusivamente di partito».
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Apparentamento dopo che significa?
«Rimaniamo nel centrosinistra ma con un nostro candidato».
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E in caso di ballottaggio al secondo turno?
«Lo stesso. Staremo nel centrosinistra e in caso di secondo turno saremo insieme».
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La questione dell’opzione sul candidato alla presidenza della Provincia di Potenza. E’ stata una sorpresa quindi la disponibilità a candidarsi da parte del segretario regionale, Piero Lacorazza?
«Noi ci siamo trovati spiazzati rispetto a questo ragionamento. Oggi questo progetto che il PD sta portando avanti non ci convince assolutamente».
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Ma non convince la candidatura di Lacorazza o il progetto generale?
«Non parlo di nomi. Addentrarsi sulla questione dei nomi diventa anche imbarazzante. Io dico che l’impalcatura complessiva dei ragionamenti portati avanti dal PD profondamente è sbagliata. Il Partito democratico infatti, parla solo ed esclusivamente al proprio interno».
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Ma di concreto come avete lasciato la riunione del centrosinistra?
«Ognuno si è riservato di dare una risposta. Perché siamo stati colti di sorpresa rispetto ai temi precedenti. Quindi un po’ tutti i partecipanti, a partire da me, hanno detto che non avrebbero dato subito una risposta. Dopo di ché, però, non si è saputo nulla perché credo che all’interno del PD si stia discutendo molto, e oggi diventa anche difficile per noi immaginare un accordo di accomodamento. Potrebbe sembrare semplicemente una questione di poltrone. Noi invece sulla candidatura di un nostro politico ne facevamo una questione di riconoscimento politico dell’IDV».
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Il suo nome si è sempre fatto come possibile candidato alla presidenza della provincia di Potenza. E’ vero?
«Io questa cosa non l’ho mai avanzata. Ci tengo a dirlo chiaramente. Io ho detto semplicemente che facevo una battaglia per il partito. Ho anche aggiunto in alcune sedi che così come mi era stato chiesto di dare un giudizio, come partito, su alcuni candidati del PD era anche giusto che il PD stesso desse un giudizio sugli uomini che l’IDV può esprimere. Il mio nome in ogni caso non era l’unico nominativo in campo per il mio partito».
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Quindi l’IDV correrà da sola?
«Io mi sto costruendo l’idea che andare da soli sia una necessità per non essere annacquati all’interno di una coalizione che pur di vincere oggi deve mettere in campo non so quante liste».
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Un passo indietro. E’ indiscutibile però, che la candidatura di De Mgistris metta in dubbio l’alleanza con il centrosinistra laddove ci fossero candidati del PD indagati dallo stesso magistrato di Catanzaro. A Potenza, per esempio, potrebbe essere candidato a sindaco Vito Santarsiero che figura indagato da De Magistris. Come potrebbe essere conciliata questa ipotesi?
«Noi su alcune persone diamo un giudizio politico. Ma non candidiamo persone che sono state condannate. Il fatto che Santarsiero sia sotto osservazione non è un elemento di rottura. C’è sempre la presunzione di innocenza. E’ chiaro che ci rifaremo al codice etico europeo».
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Non si parla di presunzione di innocenza. Si parla di un magistrato che apre delle indagini su una persona che alla luce dei fatti potrebbe diventare un alleato politico…
«E’ una cosa delicata. E’ un tema complesso che attiene anche alla gravità delle indagini. Io starei molto cauto a esprimere giudizi. Posso solo dire che noi come IDV abbiamo delle perplessità a fare la lista con il PD in Basilicata che sono precedenti alla candidatura di De Magistris. Io sono orientato a fare liste differenti rispetto al PD ma per problemi strettamente politici legati alla Basilicata».
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