L’agricoltura è divenuta in questi ultimi anni la cenerentola dei settori produttivi, quando invece dovrebbe essere incentivata, avvicinando a questo mondo quello delle nuove generazioni. E’ spesso un mondo discriminato e visto come sola fatica fisica, non cogliendo che molto è cambiato e che molto deve essere ancora cambiato per offrire un’idea del mondo agricolo profondamente diverso da quello stereotipato degli uomini solcati dal sole, dal vento e dalla fatica, di un’agricoltura svolta come qualsiasi altra attività produttiva capace di generare grandi soddisfazioni professionali.
Non a caso l’U.E. destina ingenti risorse finanziarie al settore agricolo per ammodernarlo e renderlo meno gravoso, affidando ad esso nuovi compiti, diversi da quelli della semplice produzione, anche se la politica agricola comunitaria è sempre più protesa ad incoraggiare produzioni alimentari di qualità, con varie forme di riconoscimento (DOP, IGP, STG), e misure di controllo sulla sicurezza e l’igiene dei cibi, sulla salute ed il benessere degli animali, sul controllo dei pesticidi ed erbicidi, su una maggiore informazione dei prodotti, ecc. ecc.
La nova programmazione, che le regioni meridionali devono attuare nel periodo 2007-2013, dovrà prevedere anche azioni che dovranno riguardare il maggior ricorso all’agricoltura biologica, il rispetto dell’ambiente rurale e tutte quelle iniziative protese allo sviluppo del mondo rurale, pur così variegato e difforme nella regione Basilicata.
Occorre far diventare tale patrimonio una grande opportunità, sfruttandone le peculiarità e le diversità al fine di avviare uno sviluppo tra i territori e tra le diverse attività, potendo incentivare ed avviare azioni integrate riguardanti l’agriturismo, il turismo rurale, l’artigianato tipico locale, il recupero delle tradizioni e dei beni storico monumentali e via discorrendo.
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