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    “Io li conosco bene”Arlacchi spiega l’IDV

    Aria pesantissima dalle parti di Tonino: raccontiamo la testimonianza di un ex dipietrista

     De Magistris? «È di una superficialità sconcertante. Fa politica come ha fatto il magistrato, un sacco di chiasso senza alcun risultato». E Di Pietro? «Vuole un piccolo partito personale da controllare facilmente, ma le sue sono decisioni arbitrarie, spesso sbagliate, che inevitabilmente creano malcontento ». Secondo il sociologo Pino Arlacchi, eletto eurodeputato sotto le insegne dipietriste ma passato nelle file del Pd in polemica proprio con la gestione personalistica del leader di Idv, la dualità interna al suo ex partito è solo un’illusione creata dai media.

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    Di Pietro e la questione morale abbandonata

    Possiamo facilmente dire l’avevamo detto e previsto, non da ora, ma già da molto tempo, quello che sta accadendo nell’IDV.

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    Buon Natale e Felice Anno Nuovo

    RADICE (VV): Buon Natale Pres. De Filippo

                 Dopo anni che non assistevo ai lavori del Consiglio Regionale, mi sono trovato nel bel mezzo dell’occupazione della sala consiliare da parte di pochissime persone, che inascoltate da mesi sulla chiusura dell’ospedale di Tinchi hanno pensato bene di compiere questo estremo e disperato atto. Cinque persone, mentre il Pres. De Filippo dissertava sapientemente sui dati demografici di questa regione piuttosto che sulle soluzioni da prospettare come amministratore di lungo corso, hanno posto sotto scacco l’intero consiglio regionale.

                E’ un segnale davvero preoccupante perchè evidenzia l’incapacità di comprendere il malessere che serpeggia nella gente di questa regione. E’ la disperazione non solo di chi non trova lavoro, ma anche di chi pur lavorando è divenuto precario ed incapace di capire quale è il proprio futuro lavorativo.

                E’ l’allarme lanciato dalla Conferenza dei Vescovi, che ricorda a questo Presidente ed alla sua maggioranza quale è la vera emergenza di questa regione: il lavoro. Era il perno del programma elettorale sul quale il centro sinistra lucano ed il Presidente De Filippo si ripresentavano per l’ennesima volta a chiedere la fiducia dei concittadini.

                Nove mesi passati inutilmente dove i successi di questa regione sono l’aver scongiurato il disimpegno dei fondi comunitari, la celebrazione degli stati generali sulla sanità senza uno straccio di idea sulla sua riforma, le Comunità Locali volute fortemente e oggi negate con la solita non curanza dal Presidente, una ristrutturazione degli enti agricoli nel mentre si discute animatamente della film commission o meglio della nomina dell’esperto, una riformulazione degli incarichi dirigenziali dove ancora una volta si premiano amici e company. Si penalizza chi in questa Regione ha dato l’anima per moltissimi anni e si vede superato da dirigenti improvvisati, da curriculum e requisiti costruiti ad hoc, da bandi disattesi.  Si perchè la regione, pur avendo emanato un avviso pubblico in ossequio alla L.R. n.31/2010, che stabiliva la procedura per il reclutamento del personale esterno a cui affidare gli incarichi dirigenziali con relativa pubblicazione, ha proceduto non pubblicando l’elenco, ma addirittura affidando incarichi a chi non ve ne faceva parte, guarda caso proprio in quel Dipartimento Formazione e Lavoro dove il rigore e il rispetto delle regole dovrebbero per definizione politica essere di casa.

                E’ amaro constatare che in questa regione e con questo Presidente la meritrocazia e la trasparenza sono un opzional. Spero Presidente che lei possa ricevere, come io le formulo, tanti, ma tanti auguri di Buon Natale.

    Di Pietro il miglior alleato di Berlusconi

      Mi sono chiesto perchè mai Di Pietro venisse di nuovo in Basilicata: forse per ritemprarsi delle grandi scelte politiche che lui ed i suoi i questi ultimi giorni hanno fatto, puntellando magnificamente il Governo Berlusconi.

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    LE CONSEGUENZE DEL CASO RAZZI-SCILIPOTI SI FANNO SENTIRE. ORMAI DI PIETRO VIENE CONTESTATO DAPPERTUTTO E HA PERSINO PAURA DI PARLARE CON I GIORNALISTI. IL LEADER DELL’IDV NELLA CITTA’ DEI SASSI HA EVITATO ACCURATAMENTE LE DOMANDE DELLA STAMPA. LA COORDINATRICE LUCANA, ROSA MASTROSIMONE, DEFINISCE I DISSIDENTI “QUATTRO INCORREGGIBILI IMBECILLI”. IN SALA GLI ORGANIZZATORI MATERANI COME IN UNA SIT COM HANNO DIFFUSO APPLAUSI REGISTRATI. STAVOLTA SIAMO PROPRIO ALLE COMICHE FINALI.
    E tanto per cambiare a Potenza Don Felice Belisario sta per cooptare un altro ex Udeur, proprio mentre il pentito della mafia locale, Cossidente, conferma le accuse all’ex Idv e Udeur, Roberto Galante, il consigliere comunale che si sarebbe giovato dei voti della criminalità organizzata. E Di Pietro approva: “anche qui in Basilicata abbiamo messo insieme esperienze diverse”, ha detto ieri a Matera. E poi il solito delirio di onnipotenza: “ma dove va il Pd senza di me?”.

    Di Pietro vuole un matrimonio.  Bersani forse una convivenza

    di Maria Zegarelli

      Mentre nel Pdl è in corso la compravendita, nelle opposizioni arrivano le richieste di matrimonio. Antonio Di Pietro ha chiesto ufficialmente la mano a Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola, nozze subito, sotto l’albero di Natale, propone. La risposta non è quella sperata: «Nei prossimi giorni faremo una direzione e il Pd farà la sua proposta per andare avanti, oltre questa fase convulsa. Sarà una parola di grande unità e di cambiamento», risponde infatti Bersani. Il segretario ha scelto la via della collegialità e la strada verrà tracciata nella direzione del 23 dicembre, ma di sicuro, al momento, non ci sono confetti in vista. Nè sono in vista fuoriuscite dal Pd (Andria, Iannuzzi, Baio, D’Udaldo e Graziano i «sospetti» che hanno duramente smentito). come ieri è apparso su un quotidiano. «Dopo la stagione della compravendita è iniziata quelli dei veleni », ha commentato infastidito Bersani. Non ha dubbi sulle responsabilità MassimoD’Alema che quando in Transtlantico incontro Paolo Bonaiuti fa una delle sue battute: «Siete voi che fate scrivere questi quattro sfessati…», riferendosi ai giornalisti. Furibondo Fioroni secondo il quale il Pdl nonc’entra un «c….», sarebbero i suoi «ex amici del Pd» a fomentare false notizie su ex Ppi in fuga. 

    Ma ad agitare le acque è stato Di Pietro: «È inutile che ci giriamo attorno. Tanto alla fine saremo noi tre: Idv, Pd e Sel. E quindi, a questo punto formalizziamo subito la coalizione. Se matrimonio deve essere, sposiamoci entro Natale». Di Pietro racconta di averne con Bersani e Vendola. i quali si sono presi 24 ore di tempo per pensarci,ma «chi si deve decidere è Bersani, perché Vendola, come me, sta aspettando le risposte del Pd». Inutile aspettare ancora, dal suo punto di vista: il terzo polo (Udc, Api e Fli) si è organizzato e Idv e Sel non possono arrivare «all’ultimo giorno e formalizzare una coalizione quasi per rassegnazione».

    NEANCHE FIDANZATI

    Ma per il Nazareno i tempi sono prematuri, sarà il Pd, «perno centrale di una futura coalizione» a dire quale sarà il suo progetto e il suo programma «a quel punto chi vorrà unirsi a noi si unirà». 

    Lapidario Enrico Letta: <<Non c’è nessun matrimonio in vista perché non c’è stato nessun fidanzamento>>

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