On. Di Pietro,
l’ultima sporcata nei miei confronti, consumata l’altro ieri con la mia defenestrazione all’Alsia, mi consente finalmente di prendere le distanze da questo partito, da lei e da questi metodi trogloditi.
Bastava chiedermelo, non mi avrebbe sicuramente sconvolto la vita, visto che ho deciso di pensionarmi entro la fine dell’anno e che per legge non mi era più consentito proseguire.
La lettura che io ne do è il prezzo che dovevo pagare per non essere un suo yes men, ma un uomo libero che ha detto sempre quello che pensava, criticando molto i suoi metodi sbrigativi ed alcune fondamentali scelte politiche.
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La gestione di un partito costruito a suo uso e consumo con i suoi fedelissimi che sul territorio la scimmiottano. Si chieda se su questa o su tante altre vicende politiche regionali il Garante On. Messina ha mai convocato il partito, per quello che mi risulta neanche il gruppo consiliare.
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La puntuale e sistematica epurazione territoriale di chi non la pensa come voi.
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Scelte nazionali quali quella del federalismo fiscale che distruggerà il Mezzogiorno d’Italia.
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L’annunciare la necessità di cambiare la legge elettorale sapendo di mentire, perché le toglierebbe la possibilità di scegliere a suo piacimento le persone che più le aggradano. Forse non avrebbe più bisogno di quella agenda su cui annota o cancella nomi a suo unico piacimento.
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Un partito non organizzato, affidato a fedelissimi proconsoli senza visione politica, sbraitanti, mercanteggianti e livorosi.
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Una presunta superiorità morale, tutta ancora da dimostrare.
Tutto questo le potrà andar bene ancora per un po’ e fin tanto che troverà persone come me disposte a crede in principi sacrosanti e a battersi per essi.
Io l’ho fatto per ben tre volte, a partire dal 2006, candidandomi al Senato ed al Parlamento Europeo con risultati strabilianti per l’IDV di Basilicata, se li vada a rileggere.
Le potrà andar bene fin tanto che troverà persone come il Presidente Vito De Filippo disposte a consumare porcherie ed atti di cui vergognarsi, ma che, conoscendolo bene, sottendono a ben altro.
Mi auguro che in cuor suo provi vergogna nei miei confronti.
Lascio pertanto questo partito, come hanno fatto già tanti altri, perché è il partito dei disvalori, dove l’ingratitudine, il cannibalismo, la spasmodica ed affrettata ricerca del potere, la vigliaccheria politica, l’usa e getta sono ora l’anima predominante.
Lascio il suo partito, ma non la politica, perché è ora di cacciare i mercanti dal tempio.
Sono sicuro, così come ha sempre fatto che non risponderà a questa mia nota o lo farà per interposta persona o addirittura devo aspettarmi una querela.
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