Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni tra comunicati stampa inviati a nome di altri, per dire ciò che si pensa e per non apparire, e successive smentite sembra per davvero “il paradosso del mentitore”, ossia dove tutto può essere vero e tutto può essere falso a seconda dei punti di vista o di ciò che più interessa.

Nella fattispecie tutte le cose scritte possono essere vere nel loro contenuto, ma tutte false perché non scritte dall’ipotetico estensore, il vice segretario del PD Arduino Lospinoso. E allora cosa è più falso o vero le cose scritte o chi le ha scritte? Dopo tanto dibattito (a volte pettegolezzo e dietrologia) ognuno decidesse da che parte sta la verità o la falsità. Per quanto mi riguarda la questione non mi appassiona, perché mentre tutto il mondo politico discute animatamente della grave crisi economico-sociale in cui versiamo, e pezzi significativi del mondo produttivo in larga parte dell’Italia protesta con forza, ai limiti della legalità, qui in Basilicata si parla del sesso degli angeli e si tiene aperta una crisi regionale per ben tre mesi, alzando evidentemente la febbre all’interno del PD lucano e dell’intero centro sinistra.

Mentre il mondo brucia questa classe politica non ha nulla di meglio da proporci se non lo sbranarsi vicendevolmente. Ma tutto ciò può avvenire perché è ormai acclarato, negli apparati politici locali, che, se anche la indignazione o il malumore verso il potere regionale sono diffusissimi, questi non assumeranno mai forma di protesta tale da sovvertire “democraticamente” questo dannoso e oppressivo sistema di governo.

Nonostante il Presidente De Filippo, il più votato d’Italia, perde oltre il 7% in consensi, ciò non significa assolutamente nulla. Non merita neanche una riflessione politica per l’assenza pressoché totale dell’opposizione. L’idea, che si percepisce, è quella di una felice e gradita compartecipazione gestionale del potere ( in verità piccoli incarichi) tra PDL e PD, dove le posizioni politiche vengono derubricate. Non c’è memoria quindi sulle riforme istituzionali, quali la rivisitazione del sistema sanitario regionale, la riforma del sistema agricolo (ALSIA, ARBEA, Consorzi Agrari) o quello della governace territoriale, che non prendono mai corpo e forma. Anni di attesa mentre malumori e mala gestione accrescono a dismisura, mettendo giustamente o artificiosamente in moto movimenti territoriali per ottenere un minimo di risposte, come la vicenda dell’ospedale di Venosa o quella degli imprenditori agricoli del metapontino.

Ma che si sappia e continuo a ribadirlo questi avvenimenti non assumeranno mai la consistenza di fiammate tali da sovvertire un sistema politico inadeguato, acclaratamente irresponsabile per il difficile momento ed avvitato unicamente sul prefigurare il proprio futuro politico. Altrimenti non si spiegherebbe il clamore di un comunicato vero nei contenuti, ma falso nella missiva.

Allora che si faccia presto, ognuno di questi dichiarasse cosa vuol fare da grande onde evitare ulteriormente questo spettacolo indecoroso e per mettere in campo una nuova classe politica, che metta al centro dell’azione politica i problemi di questa regione, augurandoci che sul futuro sistema elettorale regionale non si consumino altre porcate.

 

Potenza, lì 27/01/’12                                                            Aldo Michele Radice