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    Proposta di Legge Ristrutturazione ALSIA

    Ancora la Giunta Regionale di Basilicata non ha uno straccio di idea su come ristrutturare uno strumento indispensabile come l’ALSIA, l’Agenzia Regionale di Sviluppo Agricolo. Già nello scorso maggio abbiamo consegnato al Presidente e all’Assessore al ramo una proposta di legge, che riportiamo di seguito per coloro che volessero fare un doveroso approfondimento.

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    Nasce VERI VALORI

    Giovedì 7 ottobre è stata presentata in conferenza stampa la nascita dell’Associazione politico-culturale “Veri Valori”.

            

     

          Gli scopi principali del movimento sono di seguito riassunti:

     1) Offrire, da parte degli aderenti, impegno sociale, culturale e politico senza perseguire profitto personale e/o familiare, potendo per questo assumere verso gli altri atteggiamenti di grande solidarietà.

     2) Impegnarsi per dare dignità umana ed autonomia economica alle persone, lavorando ed impegnandosi per ricercare soluzioni lavorative per tutti, impedendo qualsiasi forma chientelare o di dipendenza o soggezione economica.

     3) Ricercare l’applicazione negli aderenti dei principi quotidiani della legalità.

     4) Rispettare sempre le idee ed i convincimenti degli altri, ancorchè in posizione minoritaria.

     5) Promuovere lo sviluppo dei diversi territori, potendo per questo organizzare il movimento nel pieno dell’autonomia decisionale locale, pur nel rispetto dei principi generali dell’associazione.

     6) Promuovere in generale la crescita sociale, economica e culturale in un sistema intenso di relazioni con altre associazioni similari presenti dentro e fuori regione.

    BELISARIO E LE CHIACCHIERE AL VENTO

    Le chiacchiere se le porta via il vento: l’affermazione, per la verità piuttosto retorica, si può contare in decine di comunicati del dipietrista Belisario e altrettante sue interviste a più o meno di 360 gradi; ritrovarla identica e precisa nelle parole con cui il segretario provinciale IdV Manieri difende il suo senatore potrebbe perciò generare qualche sospetto, o almeno dare dimostrazione del fatto che il neocoordinatore provinciale, in un tempo brevissimo, è riuscito ad allinearsi perfettamente al partito e pure al dipietrese.  In ogni caso questa è l’unica affermazione veramente condivisibile, e il fatto che le chiacchiere se le porta via il vento costituisce il motivo principale per cui a molti piacerebbe ridurre i 360 gradi delle interviste e chiedere al senatore, ma a questo punto anche a Manieri, risposte meno sibilline sulle  tante questioni  a cui, in  Basilicata come in Italia, l’IdV si avvicina con atteggiamento piuttosto ambiguo. Una per tutte ( ma tanto per trovarne una nuova tra le molte) è quella che riguarda  la centrale a biomassa di Tricarico che secondo Belisario  è “una centrale che ad avviso dell’Idv non andrebbe costruita per almeno quattro ragioniâ€Â (http://www.olambientalista.it/index.php/centrali-biomassa-risposta-belisario/ ), ma per la cui autorizzazione l’assessore regionale Idv, Rosa Mastrosimone, ha espresso voto favorevole. Belisario, pur rispondendo a mezzo stampa alle preoccupazioni della OLA, di questa contraddizione non ha mai spiegato il motivo e non ha inteso andare oltre le chiacchiere (“siamo contrari a qualunque inceneritore …  prospettiva del raggiungimento dell’obiettivo ‘rifiuti zero’ … investire in energie alternative e rinnovabili …â€) che, come egli stesso ama ripetere, è notorio che se le porta via il vento.  

    Al Segretario Manieri, pertanto, verrebbe di consigliare una più approfondita conoscenza del partito in cui milita e, magari, una maggiore prudenza nel bollare come “visione personalistica e rancorosaâ€Â Â  la critica di chi crede che i 360 gradi non vadano usati per mettersi al riparo dietro risposte vaghe, ma piuttosto per inquadrare la situazione di un partito che a livello nazionale accusa una salute assai cagionevole nonostante continui ad “ingrassareâ€; il dott. Manieri dovrebbe ben sapere che certe gravissime disfunzioni producono un aumento della massa, ma contemporaneamente una degenerazione irreversibile delle cellule. Una maggiore prudenza, d’altronde, gli tornerebbe utile anche per non ritrovarsi domani, come già è successo all’ex coordinatore regionale Radice, a fare il mea culpa per aver preferito una linea di assoluta fedeltà al partito, piuttosto che quella “onestà intellettuale†che non difetta a chi apre gli occhi, bensì a chi li chiude per incapacità o per convenienza. Manieri, peraltro, sembra fare confusione tra il dissenso interno e quelle correnti che non solo nessuno mai ha inteso creare, ma che nemmeno sono ammesse dallo statuto che così meglio sottolinea e  rafforza l’immagine padronale dell’IdV. Un certo disordine di idee nell’analisi del coordinatore provinciale si evidenzia anche quando egli parla dell’ “avversione dei mezzi di comunicazione di massaâ€Â e della mancanza di “ausilio di giornalisti compiacentiâ€, trascurando di verificare i dati che danno Di Pietro come uno dei leader di partito più presenti nelle televisioni pubbliche e private e sorvolando sulla inquietante circostanza che Il Fatto Quotidiano, nato e propagandato come giornale sostenuto dai cittadini, appare un po’ troppo disponibile nei confronti dell’IdV, tanto da aver dato addirittura adito al sospetto che Di Pietro stesso possa esserne azionista.

    In fondo non sembra difficile trovare testimonianze della totale mancanza di democrazia che vige in un partito in cui si impongono penali di 100.000 euro per evitare ulteriori trasbordi dei propri eletti, in cui, come recentemente avvenuto a Bologna, si “estorcono†giuramenti di fedeltà, si bluffa sul numero degli iscritti, si predilige una gestione familistica ed una altrettanto familistica distribuzione di cariche ed incarichi; non sembra difficile nemmeno individuare l’infinito numero di contraddizioni in un partito che gioca all’ambientalismo favorendo il bracconaggio, all’antirazzismo tacendo sull’omofobia, all’unica opposizione avversando di fatto chi potrebbe indebolire il regime berlusconiano.

    Questi sono fatti, né personali né rancorosi, fatti e null’altro. Il resto sono chiacchiere; che le dica Di Pietro, Belisario o Manieri, sono chiacchiere ormai di tale mole che il vento neanche basta più. A portarsele via ci vorrebbe Katrina.

     

                             Anna R.G. Rivelli

    IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA del 29/09/2010

    POTENZA - Quello in cui vogliono stare e concorrere «è un centrosinistra forte, con programmi forti e chiari». Lo ripetono più volte, con sfumature diverse, nel corso dell’assemblea regionale con cui l’Idv lucana si avvicina al congresso nazionale (a Roma, il 5 febbraio). E ieri, al Park Hotel di Potenza, la conferma che dalla Basilicata i delegati sosterranno una sola mozione, quella del leader Antonio Di Pietro (al tavolo della presidenza, presenti anche i due coordinatori provinciali, Laguardia per Potenza e Faraone per Matera, e la consigliera regionale Rosa Mastrosimone. Era presente il deputato Antonio Palagiano che ha presentato nel dettaglio la mozione).

    Con attenzione al Mezzogiorno, soprattutto per una regione che paga troppo «l’assenza di infrastrutture» e in cui «bisogna applicare lo stesso principio di solidarietà che si applica al Sud - dice Michele Radice, segretario regionale del partito - Ci sono zone della Basilicata che crescono, altre che rischiano di sparire. E perdiamo così la nostra identità».
    Ma visti i tempi, l’argomento “elezioni regionali†resta protagonista adesso è «anche giusto che il confine di coalizione si allarghi all’Udc. A patto che i centristi facciano una scelta chiara». Entro una settimana. Va bene le scelte diverse indicate dal territorio, ma proprio non possono accettare una “radicalizzata†politica dei “due forniâ€.

    Ben venga, così, l’Udc «liberata da Cuffaro». La sentenza d’Appello che aggrava la pena per l’ex governatore siciliano (per cui è stata riconosciuta anche l’aggravante del favoreggiamento alla mafia) è lo spunto con cui il capogruppo dei senatori Idv richiama la questione morale. Che non è precisa Felice Belisario, «questione personale».

    E a proposito del “veto†di cui si è discusso nella coalizione sugli ex democratici che come Dec hanno aderito all’Alleanza per l’Italia di Rutelli, sarà Radice a dire che è chiaro, «è facile gridare al trasformismo». Ma forse il “passaggio†da una coalizione all’altra nel giro di poco tempo (i Dec e altri forze moderate hanno corso con il centrodestra alle recenti amministrative) «sembrerebbe eccessivo». E’ una questione «complessa, ancora aperta». Ci vanno cauti. Anche perché - sarà più esplicito Belisario - se «De Filippo (riconfermato nella corsa a governatore per il centrosinistra,ndr) pensa di poter fare, con i membri dell’Api, surrettiziamente una lista “del presidenteâ€, non ci trova d’accordo». E poi, ora che listino è stato abolito, «che ognuno corra con le sue forze. Nè quelli che si aggiungono all’ultimo momento alla coalizione devono entrare subito nel governo. Un po’ di anticamera fa bene».

    I dipietristi ci provano «con liste credibili», memori dei dati che alle recenti competizioni di giugno hanno consegnato un discreto divario tra i voti del partito alle europee e alle comunali.

    La possibile candidatura di Magdi Allam come guida del centrodestra? Belisario non è abituato «a mettere il naso nei problemi di casa altrui. Evidentemente la direzione del Pdl ha pensato di avere uomini più rappresentativi all’esterno». Ma sullo stesso tema altri frenano l’entusiasmo. «Non sottovaluterei alcune questioni – dice Radice - a partire dall’attenzione che questa personalità potrebbe catalizzare nell’elettorato cattolico, né vale la pena puntare sulla sua estraneità: non è forse vero che ci sono lucani, amministratori per anni, che nei paesi di montagna e di periferia non sono mai andati?». Di sicuro, però, con questa eventualità, «si alzerebbe il livello del confronto politico».

    Enrico Mazzeo Cicchetti è tra i candidati del partito. Lui, medico, non ha dubbi nel citare il settore su cui lavorare. La sanità, «in cui non c’è programmazione, ma gestione del quotidiano», per cui si riformano gli assetti per semplificare, «ma si moltiplicano i distretti e i piccoli direttori». Solo riprendendo questi principi «potremmo tendere la mano a quanti si sono allontanati». Del circolo Giugni dimissionario a Matera, dell’addio della potentina Anna Rivelli, non si parla. Ma il richiamo è a quanti hanno espresso un dissenso interno. «E’ tempo di dimostrare - dice - che a certi principi non abbiamo rinunciato».

     

    Dal Quotidiano della Basilicata  del 24.01.2010

     

     

    On. L. Orlando e Sen. L. Ligotti

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