In questi tempi sembra tutto surreale e paradossale. Il senso di insicurezza ed insieme di rabbia, che si avverte ovunque, è palpabile nel discorrere della gente.
Si è partiti con un governo, che doveva abbattere le tasse e portarci a livelli di vita migliori, e si è giunti ad un governo di tecnocrati in una situazione economica e finanziaria catastrofica (o fatta percepire come tale).
Si è proposta, in poco più di 17 giorni, una manovra denominata “salva Italia”, che non si è attuata in tanti anni trascorsi invece come se ci dovessimo trovare sempre nei tempi delle vacche grasse: finanza pubblica allegra, sperperi su sperperi, benefici su benefici, facile evasione fiscale, arricchimenti facili, corruzione dilagante e presente oramai in ogni dove, forze politiche mangia soldi e pubblici amministratori “illuminati”.
Il risultato, che se ne avuto, è una stangata pazzesca nei confronti dei cittadini per bene, quelli che hanno sempre ed onestamente sostenuto questo Stato.
Incredibile e per tutto ciò si è ricorso ad un Governo non politico, fatto di professoroni, come se fossero scesi e vissuti nel frattempo su Marte e che pertanto dovessero dimostrarsi equi nelle cose da farsi e sobri rispetto al momento, eppure non si sono astenuti dalla Prima della Scala. Si sono disegnati scenari catastrofici da un lato e dall’altro si sono ostentati sfarzi inopportuni.
Ma chi ci crede più, e nel mentre stanno raschiando il fondo a chi non ne può già più.
E noi della Basilicata? Perché mai dovremmo essere preoccupati?
Perché siamo già ricchi di idrocarburi, d’acqua, di inquinamento, di disoccupazione, di povertà, di spopolamento, di desertificazione delle aree interne, di dissesto idrogeologico, di giovani che fuggono definitivamente via, di infrastrutture da quinto mondo, di un sottosegretario che potrà riprendere la questione del “Memorandum” o degli alluvionati del Metapontino o far arrivare tante altre risorse finanziarie aggiuntive per la Basilicata.
Ancora illusioni e falsità spacciate con troppa facilità in talune dichiarazioni pubbliche o come quelle riportate nel Memorandum o meglio dirsi nell’accordo sul petrolio sottoscritto già il 29 aprile di quest’anno.
In esso si configurano scenari iperbolici di sviluppo, che però non potranno mai essere messi in atto. (Per chi volesse approfondirne i contenuti, si consiglia la lettura del testo riportato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (memorandum_intesa_basilicata_290411.pdf).
Infatti le condizioni attuali economiche e finanziarie, in cui versa oggi l’Italia, non potranno mai assicurare la realizzazione di alcunché, se non la intensificazione dell’estrazione degli idrocarburi in Basilicata per soddisfare la copertura entro il 2015 del 10% del fabbisogno energetico nazionale.
E intanto anche la tanto decantata carta sulla riduzione sulla benzina si è dimostrata una bufala, mentre la stessa aumenta grazie alla manovra del Governo e noi della Basilicata la paghiamo più di tutte le altre regioni.
Non si è fatta l’unica cosa che andava invece fatta e prevista nel così detto accordo d’aprile e che avrebbe sicuramente portato nelle casse della Regione Basilicata e nelle Amministrazioni Locali interessate ulteriori e sicure risorse finanziarie, ossia la rinegoziazione delle royalties
Potenza, lì 9/12/’11 Aldo Michele Radice
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