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	<pubDate>Sun, 20 May 2012 20:16:01 +0000</pubDate>
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		<title>I° maggio festa del lavoro: quale?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 09:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Non passa un giorno che sotto la Regione Basilicata non ci sia un sit-in di gente che giustamente si rivolge al Governo regionale per essere quantomeno ascoltato: dai lavoratori licenziati da anni dalle proprie aziende, dai lavoratori socialmente utili, dai forestali, dai precari dell&#8217;ALSIA, per finire ai dipendenti dei Consorzi di Bonifica e a quelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/veri-valori30725.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1730" title="veri-valori30725" src="/wp-content/veri-valori30725.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Non passa un giorno che sotto la Regione Basilicata non ci sia un sit-in di gente che giustamente si rivolge al Governo regionale per essere quantomeno ascoltato: dai lavoratori licenziati da anni dalle proprie aziende, dai lavoratori socialmente utili, dai forestali, dai precari dell&#8217;ALSIA, per finire ai dipendenti dei Consorzi di Bonifica e a quelli delle cancellate Comunità Montane o ai ricercatori dell&#8217;Agrobios.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le non scelte fatte già da molti anni da questa regione ha precarizzato anche quello che non lo era. Le istituzioni, che dovevano essere razionalizzate nei compiti e nelle funzioni, da oltre un quinquennio vivono uno stato di precarietà e di pressoché totale assenza di impegni lavorativi e quindi uno stato di frustrazione di pendente da anni di inattività e dall&#8217;incertezza sul proprio futuro occupazionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E invece, in modo per davvero incredibile e sfrontato, si leggono, in occasione del I° maggio, dichiarazioni del Presidente De Filippo surreali.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<strong>Il primo maggio è una ricorrenza che assume sempre più valore nella nostra società e che ha visto il proprio senso profondamente cambiato nel corso degli ultimi anni</strong>”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-weight: normal;">E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione, Vito De Filippo, in occasione della festa del Lavoro.</span><br />
“<strong>Oggi – ha aggiunto - è il momento di fare una riflessione sul lavoro che non c’è, sull’eroicità di tante persone che rischiano in proprio per creare occasioni di occupazione, sul senso di responsabilità e giustizia che deve portare a distribuire equamente risorse e garanzie tra quanti partecipano, a vario titolo, alla produzione. E, ancora, una riflessione la merita quello che è il paradosso italiano e, per molti aspetti, del sistema occidentale: persone che entrano al lavoro sempre più tardi e che sono costrette a restare al lavoro sempre di più per non pesare sulla società. Chiaramente c’è la necessità di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro – ha concluso De Filippo - e bisogna fare ogni possibile sforzo per cogliere questo risultato</strong>”.(da basilicatanet)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Forse, come sempre ci ha abituato il Presidente, più che rimandarci ai massimi sistemi e ai paradossi o alle semplici riflessioni sarebbe opportuno conoscere quelle che sono le politiche regionali sul lavoro, ovvero per il reinserimento nel mondo del lavoro da parte di chi ne è stato espulso, quali misure per inserire i giovani, quali azioni concrete da offrire a quelli che rischiano in proprio per creare occasioni di lavoro, quali battaglie romane fatte o da fare per drenare risorse aggiuntive a questa disastrata ed abbandonata regione, visti gli scarsissimi risultati ottenuti <strong>sia sul Memorandum del petrolio e sia sui fondi per il SUD.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong></strong><span style="font-weight: normal;">Ma tutto ciò fa cogliere due aspetti: il primo che la regione Basilicata, oltre ad essere il serbatoio nazionale di idrocarburi, sul piano nazionale non conta assolutamente nulla, nonostante la presenza del Sottosegretario Giampaolo D&#8217;Andrea nel Governo Monti; il secondo che la partita sul petrolio in Basilicata è giocata tutta a livello nazionale con scarsa o nulla incidenza del Governo Regionale.</span><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong></strong><span style="font-weight: normal;">Ed intanto quello che doveva costituire il rilancio della regione, per gli introiti dovuti alle royalty e all&#8217;attenzione che il Governo Nazionale doveva riservare alla Basilicata, sarà il suo vero handicap perché ne avrà compromesso le grandi potenzialità ambientali, avrà depauperato le potenzialità paesaggistiche, storiche, monumentali, avrà desertificato le aree interne, avrà mortificato, con la loro inevitabile scomparsa, tante micro attività produttive, commerciali, agricole, turistiche, che hanno costituito da sempre, non solo l&#8217;ossatura, se pur fragile, dell&#8217;economia locale, ma il vero tessuto socio-culturale di questa regione, senza per altro aver creato una vera e propria alternativa di sviluppo e di crescita economico-sociale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>La politica ancora tra arroganza e puerili trionfalismi</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/la-politica-ancora-tra-arroganza-e-puerili-trionfalismi/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ I rituali della politica sembrano non cambiare proprio mai. La memoria va per questo indietro quando su ogni competizione elettorale i vecchi partiti (DC, PCI, PSI, ecc. ecc.), pur con sconfitte sonore, erano sempre pronti ad argomentare che nessuno di loro aveva perso, addirittura a ben vedere si era vinto.
All&#8217;epoca, ad onor del vero, molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="/wp-content/veri-valori30724.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1726" title="veri-valori30724" src="/wp-content/veri-valori30724.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>I rituali della politica sembrano non cambiare proprio mai. La memoria va per questo indietro quando su ogni competizione elettorale i vecchi partiti (DC, PCI, PSI, ecc. ecc.), pur con sconfitte sonore, erano sempre pronti ad argomentare che nessuno di loro aveva perso, addirittura a ben vedere si era vinto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">All&#8217;epoca, ad onor del vero, molto si discuteva pure sulla perdita di mezzo punto o di qualche punto percentuale, interpretando sui dati le possibili tendenze dell&#8217;elettorato. Oggi anche se i partiti vengono abbondantemente dimezzati, o se alcuni scompaiono parzialmente o totalmente, gli stessi manifestano una baldanza ed un&#8217;arroganza tale da non spingere i responsabili politici a doverose dimissioni (un istituto non più conosciuto perché bandito dal dizionario della lingua italiana), ma addirittura si arroccano dietro a slogan di comodo, quali qualunquismo, antipolitica, grillismo da buon mercato, ecc. ecc.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il vero dato è che difronte ad una classe politica e partitica <strong>mariuola</strong> il fenomeno Grillo è percepito dalla gente come il grimaldello per scardinare un sistema che tende sempre più ad autodifendersi, ad autotutelarsi, ad allontanare la risoluzione di problemi o quando si affrontano ad imporre soluzioni contrastanti con il sentire comune e generalizzato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non importa dove porta o porterà questa nuova ondata di protesta civile purché l&#8217;attuale sistema venga dissolto, venga dissolto questo sistema che ha portato l&#8217;Italia sull&#8217;orlo della bancarotta e a divari sociali sempre più crescenti, che ha consentito a pochi di essere straricchi, tra cui i partiti, e ai tanti di vivere ai limiti della sopravvivenza, che ha messo in ginocchio una nazione dalle grandi e meravigliose potenzialità.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Oggi è invece palpabile un disagio diffusissimo, che sfocia nella disperazione e in molti casi in gesti estremi, e che neanche il ricorso a governanti tecnici riesce a sconfiggere, neanche minimamente a mitigare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Partiti fantasma, gestiti a livello locale da responsabili anonimi, invisibili, inetti, nominati per compiacere i capi detentori ancora di pacchetti di tessere o di rapporti territoriali basati unicamente su rapporti di dipendenza e di clientelismo. Ancora un modo di concepire la politica in maniera ancestrale. E allora le competizioni amministrative diventano le occasioni per acclarare ancora di più il peso di ognuno di essi sul territorio, imponendo a viva forza candidati sindaci amici personalissimi. Ciò obbliga dunque “<strong>i capi</strong>” a scendere in campo pesantemente, ignorando che il ricoprire incarichi pubblici di grande rilievo impone ben altri metodi che non siano le pressioni, le promesse, le lusinghe e ben altro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">E&#8217; quanto è accaduto in questa tornata elettorale amministrativa, dove si è avvertita per intero l&#8217;assenza dei partiti (salvo leggere a posteriori dichiarazioni trionfalistiche), mentre si è assistito alla scesa in campo pesante del Presidente della Regione De Filippo, non capendo che anche qui in Basilicata è giunto il vento del cambiamento ed il rigetto verso i partiti ed i suoi governanti. Quindi non è servito imporre un proprio candidato (Ferrara) a Senise per vincere. La gente autonomamente e senza timori reverenziali ha scelto alla grande Castonuovo. Non è servito aggredire verbalmente Domenico Vita a Marsico Nuovo per sconfiggerlo, ha stravinto, come non è servito contrastare pesantemente De Maria a Latronico o Biagio Costanzo ad Episcopia, hanno stravinto. Come non è servito contrastare Busicchio a San Costantino Albanese, mentre a Teana ha messo in forse la elezione della sua lista, venedo letteralmente aggredito dalla gente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Presidente De Filippo se ancora non le fosse chiaro è ora che prepari autonomamente le valige prima che il vento del grillismo la spazzi via, senza lasciare neanche l&#8217;ombra del suo ricordo.</p>
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		<title>Che fine ha fatto la riscrittura dello Statuto Regionale di Basilicata?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[            Si è tornato a ridiscutere da qualche mese dello Statuto Regionale, dopo quasi un decennio di silenzio assoluto. Il Consiglio Regionale lo ha fatto attraverso un approfondimento con le diverse istituzioni e con le parti sociali di questa regione e lo ha fatto con un documento programmatico in cui vengono annunciati alcuni fondamentali principi, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">            <a href="/wp-content/veri-valori30723.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1722" title="veri-valori30723" src="/wp-content/veri-valori30723.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Si è tornato a ridiscutere da qualche mese dello Statuto Regionale, dopo quasi un decennio di silenzio assoluto. Il Consiglio Regionale lo ha fatto attraverso un approfondimento con le diverse istituzioni e con le parti sociali di questa regione e lo ha fatto con un documento programmatico in cui vengono annunciati alcuni fondamentali principi, ma non con un vero e proprio testo di legge, così come dovrebbe essere e come in precedenza si era già lavorato in Consiglio Regionale.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Si è voluto abbandonare questa strada chissà per quale ragione, disconoscendo nei fatti tutto il lavoro in precedenza svolto ed avviando una procedura il cui rischio reale può essere quello di farsi eccessivamente guidare dal lavoro delle altre regioni, che hanno nel frattempo tutte provveduto a dotarsi dei nuovi Statuti.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>D’altra parte la mancanza di un testo, composto da un vero e proprio articolato, può portare ad una discrasia tra le enunciazioni dei principi ed il vero proprio testo di legge.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Ciò che invece emerge dal documento predisposto è che le problematiche sono sempre le stesse. Infatti, le difficoltà incontrate già dieci anni fa erano soprattutto nell&#8217;individuazione del sistema elettorale e nel riequilibrio dei poteri tra il Presidente ed il Consiglio Regionale. </span></span></p>
<p class="Standard" style="text-indent: 35.45pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Su questi temi sembrano permanere le perplessità di sempre e quindi diverse e molteplici sono state le opinioni formulate negli incontri-dibattiti programmati.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Il testo predisposto dal C.R. prevede che il sistema elettorale sia quello vigente, ossia elezione diretta dell&#8217;Assemblea Regionale e del Presidente della Regione con l&#8217;applicazione del principio “<strong>simul stabunt simul cadente</strong>” (“si vive o si perisce tutti insieme”), ovviamente riferito al Consiglio Regionale.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Viene quindi scartata la possibilità di un ritorno all’elezione del Presidente della Regione da parte dell&#8217;Assemblea Regionale, come ipotizzato e suggerito da più di qualche intervento.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Nulla poi è detto circa la soppressione o meno del <strong>listino </strong>e su come eventualmente assicurare il <strong style="mso-bidi-font-weight: normal;">premio di maggioranza alla coalizione vincente o,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></strong>se ne parla pure,<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"> al solo partito più suffragato</strong>.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Ciò che andrebbe sicuramente scongiurato, evidentemente con una revisione dei provvedimenti nazionali, è la contrazione del numero dei consiglieri regionali. </span></span></p>
<p class="Standard" style="text-indent: 35.45pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ridurre ad un numero esiguo la rappresentanza dell&#8217;Assemblea Consiliare, passando dagli attuali 30 consiglieri a 20, non assicurerebbe quell&#8217;efficienza necessaria, che neanche l&#8217;attuale numero riesce ad assicurare al lavoro preparatorio delle Commissioni Consiliari.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Un&#8217;azione del genere fatta poi nel momento in cui vengono abolite le Comunità Montane e le Province, è quanto di più dannoso possibile. </span></span></p>
<p class="Standard" style="text-indent: 35.45pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Eliminare gli organismi intermedi ai Comuni e alla Regione, per soddisfare sicuramente una giusta e richiesta esigenza di contrazione della spesa pubblica, deprime d’altro canto la necessaria rappresentanza democratica, quella liberamente eletta. </span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt 35.45pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">A tal proposito basterebbe solo definire un tetto di spesa pubblica oltre il quale non andare, lo stesso potrebbe avvenire per il numero dei Consiglieri Regionali.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Se le cose dovessero invece procedere nel senso della soppressione e della riduzione delle rappresentanze, il pericolo reale che si corre è che da un lato si avranno i Comuni, non in grado di soddisfare pienamente ai bisogni ed ai servizi da erogare alle cittadinanze, se non ricorrendo e gravando ulteriormente di tasse i cittadini, e dall&#8217;altro accentrando ed accentuando i poteri gestionali della Regione, ridotta per altro nella sua rappresentanza numerica.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>A nulla serviranno poi le aree programma, così come individuate dalla Regione Basilicata, perché anch’esse emanazione diretta della stessa Regione e dei Comuni e quindi non democraticamente elette.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Rispetto a questo nuovo scenario la Regione si troverà non più a potenziare i principali compiti di programmazione e di legiferazione, ma quelli gestionali, avendo ancora tutto in piedi l’attuale disordine istituzionale, politico e gestionale degli organismi sub regionali.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span><strong>Politicamente e democraticamente sarebbe un gran passo indietro, </strong><span style="mso-bidi-font-weight: bold;">reinvertendo il processo di decentramento e di avvicinamento delle istituzioni ai cittadini avviato in questi decenni.</span></span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="mso-tab-count: 1;">            </span></strong>Ma l’altro vero tema rimane, nell&#8217;ipotizzato scenario elettorale attuale ed anche futuro, quello di consentire a una singola persona, ossia il Presidente della Giunta Regionale, di detenere un potere abnorme, ossia quello di stabilire se mantenere in vita o no il Consiglio Regionale. </span></span></p>
<p class="Standard" style="text-indent: 35.45pt; margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Un potere che, in quasi tutte le circostanze politiche difficili di questa regione, si è manifestato come un&#8217;arma ricattatoria nei confronti dei Consiglieri Regionali.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Quello che doveva essere un elemento per assicurare stabilità e continuità amministrativa è invece divenuto una costrizione politica, il più delle volte, insopportabile.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Bisognerebbe allora trovare tra i due Organismi, entrambi democraticamente eletti, un bilanciamento dei poteri, potendosi per questo prevedere, ad esempio a metà legislatura, la possibilità della sostituzione del Presidente della Giunta da parte dell’Assemblea in tutti quei casi che l’attuale normativa non prevede.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Altro tema cruciale, nella vita quotidiana dei cittadini, è l’efficienza della burocrazia, che non viene toccata nel documento dei principi elaborato dal Consiglio Regionale e che invece meriterebbe un grande approfondimento a partire dal reclutamento del personale, dalla correttezza e dalla semplificazione amministrativa, dall’accesso ai documenti, da un sistema di controllo interno ed esterno per la lotta alla corruzione o per la semplice verifica della correttezza comportamentale e procedurale dei dipendenti, ecc.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Ma ovviamente senza documenti scritti veri e concreti in proposito, tutto è ipotizzabile, tutto è discutibile, tutto è opinabile, tutto alla fine può risultare praticamente inutile.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Attendiamo quindi con pazienza che una fumata si profili all’orizzonte.</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Potenza, lì 19/4/’12<span style="mso-tab-count: 6;">                                                               </span>Aldo Michele RADICE</span></span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-tab-count: 1;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">            </span></span><a href="mailto:aldomicheleradice@hotmail.it"><span style="font-family: Times New Roman; color: #0000ff; font-size: small;">aldomicheleradice@hotmail.it</span></a></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="mso-tab-count: 1;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">            </span></span><a href="http://www.aldomicheleradice.it/"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">www.aldomicheleradice.it</span></a></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p class="Standard" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Mica siamo nel paese dei balocchi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ Volendo mutuare una delle possibili metafore del Segretario del PD Bersani mi è saltata in mente, a proposito del finanziamento ai partiti, questa: “ mica siamo nel paese dei balocchi”, come per dire mica qua siamo dei fessi.
E allora i partiti dell&#8217;attuale maggioranza si inventano la nascita, in tempi brevi, di una Commissione per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="/wp-content/veri-valori30722.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1718" title="veri-valori30722" src="/wp-content/veri-valori30722.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Volendo mutuare una delle possibili metafore del Segretario del PD Bersani mi è saltata in mente, a proposito del finanziamento ai partiti, questa: “ <strong>mica siamo nel paese dei balocchi</strong>”, come per dire mica qua siamo dei fessi.</p>
<p>E allora i partiti dell&#8217;attuale maggioranza si inventano la nascita, in tempi brevi, di una <strong>Commissione per la trasparenza ed il controllo dei bilanci dei partiti politici</strong>, presieduta dal presidente della Corte dei Conti e composta da presidente del Consiglio di Stato e primo presidente della Cassazione. Il controllo avverrà solo sui rendiconti 2011, secondo quanto concordato dagli stessi partiti della maggioranza dopo un <strong>confronto serrato e sofferto di cinque ore</strong>, alla fine del quale si è anche deciso di rinviare la riscossione dell&#8217;ultima rata di 100 milioni dei finanziamenti relativa all&#8217;elezione del 2008.</p>
<p>Neppure una parola, invece, sulla riduzione dell&#8217;entità dei finanziamenti, come chiesto dal mondo intero.</p>
<p>Anzi il buon Bersani, e non solo lui, in maniera convinta, va predicando che sono necessari i finanziamenti ai partiti altrimenti la politica diverrebbe di solo appannaggio dei ricchi, degli straricchi, e quindi, aggiungo io, solo dei partiti, anche di quelli non più esistenti, che hanno le casse piene di soldi. Chi poi li amministra, senza regole, può farne quello vuole e si assistono e si scoprono cose ormai dell&#8217;altro mondo .</p>
<p>Alla fine di tutta questa storia, ossia di gestione allegra dei fondi pubblici affidati ai partiti per coprire le spese elettorali, nessuno pagherà per l&#8217;assenza di norme precise in proposito, che gli stessi attuali partiti hanno voluto.</p>
<p>Anche quelli, che non hanno partecipato a questa brillante e sapiente soluzione, individuano qualche populistico rimedio proponendo la restituzione dell&#8217;ultima trance, ma guardandosi bene dal proporre la restituzione di tutti i fondi giacenti, che attualmente non sanno cosa farsene o meglio noi non sappiamo cosa ne faranno.</p>
<p>Ma c&#8217;è sempre poi da essere strabiliati da questi politici, né sanno una più del diavolo, propongono che i fondi giacenti nelle casse dei partiti possano non essere investiti in altri Paesi, ma in titoli di Stato italiani, come a dire che lo Stato continua a pagare, ossia ad aggiungere soldi a soldi.</p>
<p>Basterebbe semplicemente, in questo concordo con Grillo, che la politica ritornasse ad essere volontariato, essere al servizio degli altri, non una missione affaristica affidata a gente irresponsabile, che in altri tempi avrebbe fatto esattamente quello che avrebbe dovuto fare, piuttosto che ricoprire incarichi istituzionali da affidarsi a ben altre personalità con ben altra rispecchiata moralità.</p>
<p>Fin tanto che non si avranno, come cittadini esempi di ritrovata buona amministrazione e capacità di cogliere per davvero, non solo a parole, ma con fatti concreti le difficoltà del momento, si proverà sempre più disgusto rispetto all&#8217;attuale classe politica e partitica, che può ancora impunemente, come letto sulla stampa locale, assistere al moltiplicarsi degli incarichi sub istituzionali regionali (Società Energetica Lucana) per soddisfare solo esigenze partitiche, anche di quelli che sbraitano.</p>
<p>Allora bisogna augurarsi che prima o poi anche questo “<strong>cerchio magico lucano”</strong> venga spazzato via perché inadeguato ed irresponsabile.</p>
<p>Potenza, 13/4/&#8217;12                                                                   Aldo Michele Radice</p>
<p><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:aldomicheleradice@hotmail.it">aldomicheleradice@hotmail.it</a></span></span></span></p>
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		<title>Il malaffare si rigenera</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 05:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ora non si tratta più di allontanare qualche mela marcia per salvare il cesto di mele. Tutto è marcito e diventa praticamente impossibile individuare qualcosa di buono da salvare. Non si tratta più di questione morale o di legalità da applicarsi nei più disparati apparati polito-amministrativi di questa martoriata nazione, ma di un sistema da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/veri-valori30721.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1715" title="veri-valori30721" src="/wp-content/veri-valori30721.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Ora non si tratta più di allontanare qualche mela marcia per salvare il cesto di mele. Tutto è marcito e diventa praticamente impossibile individuare qualcosa di buono da salvare. Non si tratta più di questione morale o di legalità da applicarsi nei più disparati apparati polito-amministrativi di questa martoriata nazione, ma di un sistema da smantellare, che, essendosi alimentato di una classe politica e partitica di tal genere, ha consentito di tutto e di più: corruzione dilagante, evasione fiscale legalizzata, un apparato pubblico mangia soldi, manager con stipendi stratosferici, che neanche tornassero a vivere mille volte saprebbero come spenderli, dieci imprenditori che hanno una ricchezza pari a tre milioni di cittadini, partiti politici forzieri di veri e propri tesori, praticando un vero e proprio latrocinio in danno a tutti cittadini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Un latrocinio legalizzato e perpetuato da quei partiti che dovrebbero invece tutelare e garantire la res pubblica. Quelli che dovrebbero eleggere persone perbene, capaci di moralizzare una società imbarbarita dalla ricerca spasmodica del denaro, del lusso, in altre parole del superfluo senza preoccuparsi dei tanti indigenti che oggi vivono nella solitudine e nella disperazione, sono invece quelli da cui difenderci.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E mentre oggi vengo sempre più chiesti sacrifici agli italiani per risanare le casse pubbliche dilapidate in tanti decenni da una gestione allegra e facilona, i partiti si ingrassano, consentendo la gestione dei fondi nella maniera più indiscriminata, personale e bagorda.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>Anche quei partiti, che hanno fatto della legalità il proprio vessillo, tacciono nella più totale complicità, anzi hanno più di qualche contenzioso aperto proprio sulla gestione personalizzata, familiare e familistica dei rimborsi elettorali.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Siamo di fronte alla sfrontatezza più assurda e alle dichiarazioni più aberranti, che fanno rivoltare nella tomba uomini politici che questa Italia l&#8217;hanno fatta grande a costo di alti e nobili sacrifici personali e umani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E invece tutti i giorni siamo costretti a sentirli nelle tribune televisive e a scandalizzarsi meravigliati di quello che sta succedendo, come se le mele marce stessero in altri cesti lontane dal proprio, come se tutto ciò poi sia il frutto di un incidente di percorso e che presto ci sarà il ritorno alla normalità, ossia si ritornerà a rubare come e più di prima.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma lo scandalo vero sta nella circostanza che è questa stessa classe politica che dovrebbe porre rimedio a questo stato di cose e quindi trovare soluzioni idonee per rendere civile e vivibile questa nostra società.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Delinquenti che dovrebbero trovare soluzioni perché il malaffare, il latrocinio, il mancato senso civico siano sconfitti o quantomeno ridotti al lumicino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Partiti e politici corrotti e marioli che dovrebbero ridurre significativamente i finanziamenti a stessi, avendo però di fatto impedito al Presidente dell&#8217;ISTAT di dipanare il tema dell&#8217;indennità parlamentare, costringendolo a dimettersi dalla Commissione appositamente costituita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><strong>C&#8217;è da chiedersi in quale nazione viviamo, avendoci superato finanche quelle delle banane.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E allora non meravigliamoci se i nostri giovani abbandonano definitivamente questa Italia, disgustati dei metodi ancora ancestrali, familistici e sottomissivi che i più rifiutano e a cui non voglio più sottostare, se gli imprenditori seri stranieri non vengono più ad investire in Italia per l&#8217;alto grado di corruzione e per una burocrazia inefficace ed incapace, se altre imprese italiane vanno ad investire fuori per le maggiori garanzie assicurate dalla giustizia e da un mercato del lavoro adeguato ai tempi e alle circostanze economiche.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per tutto questo è arduo il compito del Presidente Monti, dovendo mediare continuamente con una classe politica che andrebbe per decenza mandata tutta a casa ed invece assisteremo al loro rigenerarsi attraverso una legge elettorale, che non conterrà mai <strong>un numero limitato di mandati per impedire l&#8217;incancrenirsi dei sistemi non più definibili democratici.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Con Noi e Dopo di Noi - Onlus</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 10:14:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Con Noi e Dopo di Noi - Onlus&#8221; ha bisogno anche di te. Basta un piccolo gesto scrivendo sulla tua dichiarazione dei redditi (CUD, o 730 o Mod. Unico) il seguente Codice Fiscale per la destinazione del 5 per mille:
                           9 6 0 5 3 5 2 0 7 6 1
Grazie per quello che farai.

SEDE: Piazza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>Con Noi e Dopo di Noi - Onlus</strong>&#8221; ha bisogno anche di te. Basta un piccolo gesto scrivendo sulla tua dichiarazione dei redditi (CUD, o 730 o Mod. Unico) il seguente Codice Fiscale per la destinazione del 5 per mille:</p>
<p>                           <strong>9 6 0 5 3 5 2 0 7 6 1</strong></p>
<p>Grazie per quello che farai.</p>
<p><a href="/wp-content/immagine-ass-con-noi-e-dopo-di-noi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1711" title="immagine-ass-con-noi-e-dopo-di-noi" src="/wp-content/immagine-ass-con-noi-e-dopo-di-noi-299x300.jpg" alt="" width="299" height="300" /></a></p>
<p>SEDE: Piazza Vitt. Emanuele II, n.14 Potenza</p>
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		<title>Il gioco dei due cantoni</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Mar 2012 09:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda di Des Dorides ha assunto esattamente il canovaccio immaginato al tempo della sua nomina: “Si lascerà a Des Dorides solo il tempo della fuga.” (ndr del 9/7/11 Controsenso)
Si ragionava su quella nomina come un atto condivisibile, in cui competenza e capacità professionale venissero messe in campo in un ambiente (l&#8217;Ospedale San Carlo) eccessivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/veri-valori30719.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1708" title="veri-valori30719" src="/wp-content/veri-valori30719.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>La vicenda di Des Dorides ha assunto esattamente il canovaccio immaginato al tempo della sua nomina: “<strong>Si lascerà a Des Dorides solo il tempo della fuga.</strong>” (ndr del 9/7/11 Controsenso)</p>
<p>Si ragionava su quella nomina come un atto condivisibile, in cui competenza e capacità professionale venissero messe in campo in un ambiente (l&#8217;Ospedale San Carlo) eccessivamente politicizzato, che ne hanno invece nel tempo mortificato le qualità e la credibilità ospedaliera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si auspicava pertanto un analogo ragionamento a seguire su tutti gli altri Enti sub regionali, che ancora attendono il rinnovo dei vertici (SEL, Acquedotto Lucano, Consorzi di Bonifica, ecc. ecc.), eccezion fatta per l&#8217;ARBEA, dove ancora una volta si è assistito ad un balletto in cui si ruota, ma i personaggi sono sempre gli stessi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella richiamata nota ribadivo inoltre: “<strong>Se conosco bene uomini ed atteggiamenti del centro sinistra lucano, ciò non avrà modo di verificarsi e si tornerà ad una spartitoria degli incarichi, …..</strong>”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;elemento per davvero stridente è che mentre queste nomine tardano ancora a venire, forse perché riguardanti le altre forze politiche, la nomina della sostituzione del D.G. Des Dorides è avvenuta con una rapidità folgorante, come se ci si fosse liberati di un fastidiosissimo ingombro.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Allora c&#8217;è da chiedersi che quella nomina non fosse poi una scelta basata unicamente sull&#8217;alta professionalità del personaggio, ma anche in quella circostanza si rispondeva ad un obbligo politico, guarda caso sempre del PD.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nessuno poi si è accorto di queste alte qualità professionali, anzi in alcuni reparti ospedalieri c&#8217;è stata un&#8217;ulteriore regressione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Altro elemento sconcertante è che una sostituzione ne abbia comportato due e quindi ci si chiede come mai una nomina avvenuta appena pochi mesi fa all&#8217;Azienda Sanitaria di Matera venga spostata al San Carlo di Potenza ed il rientrante Rocco Maglietta viene da Potenza inviato a Matera.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;unico dato positivo è che i due potranno scambiarsi utili consigli sulla Basentana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma siccome in questa regione, con questa classe politica, nulla succede per caso, aspetteremo pazientemente e con grande interesse quanto questo incrocio provocherà negli assetti politici e non.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Si restituiscano le carte carburanti</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/si-restituiscano-le-carte-carburanti/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 15:09:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[“I petrolieri pagano il pieno ai lucani. Un bonus di 100 euro in cambio di pozzi e trivelle in Val d&#8217;Agri. Altro che il pieno al self service notturno, dove se va bene risparmi un paio di euro. Altro che i distributori low cost dove la differenza si sente di più, ma c&#8217;è sempre la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/veri-valori30718.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1704" title="veri-valori30718" src="/wp-content/veri-valori30718.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>“<strong>I petrolieri pagano il pieno ai lucani. Un bonus di 100 euro in cambio di pozzi e trivelle in Val d&#8217;Agri</strong>. <strong>Altro che il pieno al self service notturno, dove se va bene risparmi un paio di euro. Altro che i distributori low cost dove la differenza si sente di più, ma c&#8217;è sempre la fila e sono pure fuori mano. Chi vuol salvarsi dal caro benzina dovrebbe trasferirsi a Potenza, a Matera, al limite a Maratea. Insomma in Lucania Saudita.</strong>”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E&#8217; quanto riportato dal Corriere della Sera di martedì scorso 13 marzo. Siamo praticamente trattati come dei nababbi, ma forse non abbiamo neppure la dignità di straccioni o di pezzenti allegri.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Potevamo aspettarci di meglio? Assolutamente no. Niente di più falso viene raccontato perché chi giunge in Basilicata da altre regioni può ben vedere che il costo dei carburanti è più alto. Sono i lucani, quelli di frontiera, che si recano nelle regioni limitrofe a fare il pieno per risparmiare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma forse è giusto che ci trattino come dei poveracci, accontentandosi di briciole fatte passare come una grande conquista. “<strong>Proprio in questi giorni</strong><span style="font-weight: normal;">,</span><strong> </strong><span style="font-weight: normal;">continua l&#8217;articolo del Corsera,</span><strong> gli abitanti della Basilicata hanno cominciato ad utilizzare il bonus carburanti, una specie di bancomat ricaricabile, che regala 100,70 euro di benzina o di gasolio l&#8217;anno. Basta essere residenti nella regione ed avere la patente. Non ci sono differenze fra ricchi e poveri&#8230;&#8230;&#8230;.</strong>”</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Che umiliazione per una regione che contribuisce per circa il 10% alle estrazioni petrolifere italiane e per altrettanto contribuirà entro il 2015.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ci si è accontentati di una percentuale di royalties, che unanimemente è ritenuta una pacca sulle spalle, e ci si è affidati da circa un anno alla sottoscrizione di un <strong>memorandum</strong>, che è pieno solo di buone intenzioni, ma che non vede concretizzarsi alcunché.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Per tutta risposta invece, facendo gridare al grande successo tutti i parlamentari lucani, nessuno escluso, ci si è battuti e si è ottenuta la elargizione, per i <strong>bonaccioni lucani,</strong> di un bonus carburanti di circa 100 euro, ripeto, l&#8217;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo stato di bisogno, che la gente in questi ultimi tempi vive, ha fatto sì che i più, 220 mila persone, si sottoponessero a lunghe, lunghissime file presso gli uffici postali, per poter prima richiedere e poi attivare la bonus card.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma il trattamento riservato sulla stampa nazionale, non certamente rivolto per ringraziare una regione povera, ma dignitosa da sempre, che sostiene con le proprie risorse naturali ed estrattive abbondantemente il sistema Italia, dovrebbe spingere tutti quelli che ne hanno fatto richiesta, in un moto di ritrovato orgoglio, la restituzione di questa carta carburanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In questo concordiamo con il Presidente De Filippo, che dissente dall&#8217;attuale utilizzo dei fondi messi a disposizione, ma non capiamo perché ora e non ne ha fatto una battaglia di principio e soprattutto di sostanza ieri. Dilapidare <strong>32 milioni di euro</strong> annuali per distribuirli su un&#8217;altissima platea di utenti, che non vedono risolvere i propri problemi economici, è quanto di più demenziale si sia potuto immaginare e perseguire.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Bisogna rinegoziare la vicenda</strong> e pretendere invece che la Regione Basilicata utilizzi queste risorse per fini più produttivi (es. aiuti agli investimenti per i giovani, alle aziende agricole colpite da calamità naturali, alla tutela del territorio, alla realizzazione di infrastrutture viarie, ecc. ecc.) o più nobili (es. aiuti alle persone o famiglie indigenti, ai disabili, ai servizi alle persone, ecc. ecc. ecc.).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Occupazione e lavoro queste sono le priorità di questa regione e allora Presidente De Filippo svegliati per tempo un&#8217;altra volta.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra questioni serie e pettegolezzi giornalistici</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/tra-questioni-serie-e-pettegolezzi-giornalistici/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 17:37:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ Oramai i valori sono tutti saltati e pur di soddisfare la bramosia dilagante si pongono alla berlina le persone, ritenendo di fare una corretta informazione. Mi riferisco all&#8217;articolo di qualche giorno fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Basilicata in cui si pubblicavano i redditi dei dirigenti regionali, tra cui anche quello del sottoscritto già in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Oramai i valori sono tutti saltati e pur di soddisfare la bramosia dilagante si pongono alla berlina le persone, ritenendo di fare una corretta informazione. Mi riferisco all&#8217;articolo di qualche giorno fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno di Basilicata in cui si pubblicavano i redditi dei dirigenti regionali, tra cui anche quello del sottoscritto già in pensione da due anni. Ci si sente come se si fosse rubato qualcosa a qualcuno e che il lavoro svolto non meritasse di essere retribuito come e forse meno di tanti altri dirigenti, che diversamente non vedono pubblicati i propri redditi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Siamo cresciuti con l&#8217;idea, ed è esattamente quello che i tutti i genitori hanno fatto e fanno per i propri figli, che nella vita bisogna progredire socialmente, economicamente, culturalmente e professionalmente. Queste sono state le ragioni di tanti sacrifici prima ancora dei nostri genitori per farci studiare e poi nostri per affermarsi in modo legale e trasparente nella vita sociale e professionale. Si è stati retribuiti per quelli che sono stati i contratti nazionali in merito, validi da Trento a Trapani, versando all&#8217;erario dello Stato tutto quello che la legge prevede in termini di tributi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E allora perché questa caccia alle streghe e questo voler mettere alla berlina i dirigenti regionali, come se avessero percepito milioni e milioni di euro? Sicuramente non possono essere queste le notizie per criminalizzare le persone, che vengono retribuite per il proprio lavoro, secondo le conquiste civili e sindacali di anni e anni e di battaglie contrattuali. Sono gli stessi percorsi di tante e tante altre categorie lavorative, per le quali non si vedono pubblicati i propri redditi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quali possono essere le ragioni di conoscere i redditi dei dirigenti pubblici se non quelle di soddisfare una bramosia che sfocia nel pettegolezzo. Notizie per altro parziali e quindi anche forvianti rispetto ad un quadro complessivo e più veritiero di ogni singola situazione reddituale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mentre non vengono mai pubblicizzati i redditi dei giornalisti, dei notai, degli avvocati, dei medici, dei dentisti, dei professori universitari, dei dirigenti privati, ecc. ecc, ritenendo che è giusto che ciò non avvenga perché, se da un verso anche il fornire i propri dati anagrafici costituisce circostanza che attiene alla privacy, non si comprende come rendere pubblici i redditi altrui può avvenire con tanta e troppa semplicità, potendo questa circostanza compromettere la tranquillità e la sicurezza delle persone.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E perché poi adempiere ad un tale rituale se tutti sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Questo è il vero ed unico adempimento civile e significativo da assolvere, al quale i dipendenti pubblici non possono in alcun modo sottrarsi. </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se poi il tema è quello che attraverso la pubblicazione dei redditi si possono individuare situazioni, diciamo così, <strong>poco chiare</strong>, allora bisogna sottolineare che allo stato attuale non risulta un solo caso che ciò abbia avuto modo di verificarsi. Sono ben altri gli strumenti che devono e vengono adottati e che risultano essere più efficaci per debellare il malcostume e la corruzione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Se poi si voglio accomunare i redditi dei dirigenti a quelli di chi ricopre incarichi politici, che per obbligo di legge sono tenuti alla pubblicazione, è quanto di più sbagliato, perché si confonde la retribuzione da lavoro con la indennità di carica limitata alla temporaneità dell&#8217;incarico. Anche in questa circostanza è, a mio avviso, errato rendere pubblico la parte che riguarda il reddito derivante da attività private, perché andrebbe reso pubblico solo ed unicamente quanto l&#8217;amministrazione pubblica esborsa per l&#8217;esercizio dell&#8217;incarico politico, proprio perché per la parte privata vi sono altri obblighi previsti per legge, mantenendo, come giusto che sia, la riservatezza per questioni di privacy e di sicurezza, ma mantenendo intatto un principio di par condicio tra chi sa o vuol sapere degli altri e nulla si sa del proprio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000080;"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
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		<title>Radice: La grave situazione agricola lucana</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/radice-la-grave-situazione-agricola-lucana/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 17:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[      Se mai vi fosse stato bisogno di ulteriori prove circa lo stato di salute della regione Basilicata, i dati recenti sul censimento dell&#8217;agricoltura lo dimostrano ulteriormente. Essi sono perfettamente in linea con quanto già riportato nei dati sulla situazione demografica, anzi per altri versi sono ancor più allarmanti perché incidono in modo determinante su quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>      <img class="alignnone size-medium wp-image-1698" title="veri-valori30717" src="/wp-content/veri-valori30717.jpg" alt="" width="160" height="160" />Se mai vi fosse stato bisogno di ulteriori prove circa lo stato di salute della regione Basilicata, i dati recenti sul censimento dell&#8217;agricoltura lo dimostrano ulteriormente. Essi sono perfettamente in linea con quanto già riportato nei dati sulla situazione demografica, anzi per altri versi sono ancor più allarmanti perché incidono in modo determinante su quello che è sempre stato il settore economico più significativo e pertanto trainante della regione.<br />
I dati, che si riportano nelle successive tabelle, riguardano quelli provvisori dell&#8217;ultimo censimento sull&#8217;agricoltura raffrontati con quelli del 2000. Pur provvisori e quindi adeguabili nella stesura finale, i dati riportati sono comunque rappresentativi nella loro macroscopicità.<br />
Come si può rilevare dalla Tab.1 le aziende agricole in Basilicata passano da 76.034 del 2000 alle attuali 49.955, ossia una riduzione di oltre 26 mila aziende, pari al 34,3%.<br />
Di conseguenza anche la superficie agricola utilizzata (SAU) si contrae di oltre 64 mila ettari, pari a -12,5%.<br />
L&#8217;unico dato positivo rilevabile è la dimensione media aziendale che si accresce allineandosi quasi alle regioni del centro e del nord-est (Tab.2). E&#8217; un dato quest&#8217;ultimo che alle aziende attive consente o può consentire la importante riduzione dei costi di produzione.<br />
Ma vediamo come la superficie agricola utilizzata (SAU) si ripartisce tra le colture massimamente praticate nella regione (Tab.3). E&#8217; consequenziale che tutte le colture produttive agricole si riducano fortemente tanto in termini di numero di aziende quanto in superficie utilizzata, perdendo circa 17 mila ettari di seminativi, 4 mila di frutteti, 3 mila di vigneti e via così dicendo.<br />
Come si può ben vedere tutto si è contratto rispetto alla complessività delle colture agrarie e lo stesso si è verificato per le aziende zootecniche (Tab.4).<br />
Le 20.141 aziende presenti nel censimento 2000 si riducono attualmente a solo 5.746, ben 14.395 aziende zootecniche, ossia circa il 72% in meno.<br />
Chi subisce una fortissima contrazione sono gli allevamenti ovi-caprini con una riduzione elevatissima di numero di capi, oltre 110 mila unità.<br />
Anche qui l&#8217;unica circostanza positiva è data dall&#8217;incremento medio aziendale dei capi (Tab.5).<br />
Ciò che i dati però non rilevano, ma è facilmente intuibile, è la stretta correlazione tra le attività zootecniche e territorio, ossia sono le attività zootecniche massimamente praticate nelle aree collinari e montane (ovi-caprine) che si spengono definitivamente senza la sostituzione con altre significative ed alternative produzioni agricole. La conseguenza è che si chiudono le attività e si desertifica il territorio con tutto ciò che questo comporta in termini fisici, produttivi, economici, umani e sociali: frane, incendi, inondazioni, perdita d&#8217;attività e di produzioni, d&#8217;identità, di cultura, di tradizioni, ecc., ecc.<br />
Quanto detto è facilmente dimostrabile, come si è già visto, dalla contrazione complessiva delle produzioni agricole, ma ancor di più dalla riduzione dell&#8217;impiego complessivo della manodopera agricola (Tab.6). In dieci anni vi è stata una contrazione di addetti in agricoltura di oltre 65 mila unità. Di quella impiegata poi l&#8217;80% rimane tuttora manodopera fornita dal semplice conduttore, al massimo coadiuvato da quella familiare, e solo per il 20% si fa ricorso a quella esterna.<br />
Inoltre, si riduce drasticamente non solo la manodopera, ma anche le giornate lavorative impegnate di ben oltre 275 mila, pari a -28,5%.<br />
L&#8217;ultima tabella (Tab.7) è ancora più emblematica perché fornisce alcune indicazioni significative che riguardano gli addetti distribuiti tra maschi e femmine, le giornate medie lavorative, l&#8217;età media ed il titolo di studio dei conduttori agricoli.<br />
Oltre il 78% di quest&#8217;ultimi non supera le 100 giornate lavorative annue, ma ancor di più è significativo il dato che riguarda l&#8217;età dei conduttori, ossia quelli che superano i 60 anni e ben oltre sono il 47% contro appena il 10% dei conduttori giovani (quelli di età fino a 40 anni).</p>
<p><a href="/wp-content/anziani-in-agricoltura.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1694" title="anziani-in-agricoltura" src="/wp-content/anziani-in-agricoltura.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><br />
Quindi il ricambio generazionale è bassissimo e pertanto le prospettive future sono di una ulteriore e drastica riduzione delle aziende agricole, degli addetti al settore e del peso economico del comparto agricolo.<br />
Altro dato significativo è costituito dal grado di scolarizzazione dei conduttori, per i quali solo il 27,5% ha un titolo di studio superiore (diploma e laurea), la restante parte ha un basso titolo di studio (media inferiore 29%, elementare 35%, nessun titolo 8%).<br />
Ed infine la distribuzione degli addetti tra maschi e femmine è ancora in forte appannaggio dei primi nel rapporto di circa 2 a 1, anche se il peso delle donne tende proporzionalmente ad accrescere seppure in una contrazione complessiva degli addetti.<br />
Allora è del tutto evidente, che rispetto ad una situazione così catastrofica, occorre mettere in campo ed anche celermente misure adeguate e mirate, non avendo quelle avviate, attraverso i fondi comunitari di quest&#8217;ultimo decennio, minimamente inciso sui fenomeni degenerativi.<br />
Evidentemente bisogna immaginare altro, ma di questo ci occuperemo in un prossimo approfondimento, avendo con questo articolo voluto dare solo uno spaccato conoscitivo, seppur sintetico, della grave situazione in cui versa questa regione.</p>
<p><a href="/wp-content/tabelle-agricoltura.ods">tabelle-agricoltura</a></p>
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