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	<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:18:13 +0000</pubDate>
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		<title>Quale turismo in Basilicata (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[       Ritorno sulla questione del turismo in Basilicata dopo aver letto dei seminari promossi dall&#8217;Università di Basilicata sul tema. L&#8217;articolo di Luca Santoro su Controsenso del 28 gennaio scorso riporta alcuni dati provvisori relativi al 2011 raffrontati con quelli del 2005. Li riprendo per meglio articolare ciò che da tempo penso e vado inutilmente predicando.
Tab.1 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>       Ritorno sulla questione del turismo in Basilicata dopo aver letto dei seminari promossi dall&#8217;Università di Basilicata sul tema. L&#8217;articolo di Luca Santoro su Controsenso del 28 gennaio scorso riporta alcuni dati provvisori relativi al 2011 raffrontati con quelli del 2005. Li riprendo per meglio articolare ciò che da tempo penso e vado inutilmente predicando.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: x-small;"><strong>Tab.1 - Presenze turistiche 2005-2011</strong></span></p>
<dl>
<dd>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="4" width="579" bordercolor="#000000">
<colgroup span="1"><col span="1" width="129"></col><col span="1" width="152"></col><col span="1" width="153"></col><col span="1" width="111"></col></colgroup>
<tbody>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Area</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Visitatori 2005</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Visitatori 2011</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Variazione +/-</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Metapontino</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">157000</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">164000</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">7000</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Matera</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">60600</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">113600</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">53000</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Maratea</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">45000</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">46559</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">1559</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Pollino</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">43400</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">30719</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">-12681</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Vulture</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">47000</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">42000</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">-5000</span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="top">
<td width="129">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">Totale</span></p>
</td>
<td width="152">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">353000</span></p>
</td>
<td width="153">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">396878</span></p>
</td>
<td width="111">
<p align="center"><span style="font-size: x-small;">43878</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: xx-small;">  (Dati provvisori)</span></p>
</dd>
</dl>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Quello che appare in tutta la sua evidenza è che si tratta di un turismo spontaneo, male organizzato, in cui i territori non sono minimamente in sintonia tra loro: i mari con i monti, i beni monumentali con quelli culturali, ambientali e paesaggistici. Ognuno va per proprio conto senza che essi influenzino e migliorino le performance degli altri territori o delle altre attività.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Anche gli attrattori realizzati, su cui tanto si è puntato, il Parco della Grancia e il Volo dell&#8217;Angelo, o quelli da realizzare il Volo dell&#8217;Aquila o le Battaglie Storiche sull&#8217;invaso di Senise sono da ripensare perché da soli non producono sviluppo e non diffondono la cultura del turismo, perché svincolate dalla possibilità ricettiva umana, professionale e strutturale dei territori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Parco della Grancia peggiora ogni anno nella sua offerta complessiva e sempre più si riduce il periodo di attività. Domenica 31 luglio 2011 il Parco era fisicamente chiuso nonostante l&#8217;annuncio dell&#8217;avvio dell&#8217;attività. Lo stesso Volo dell&#8217;Angelo non promuove il Parco Regionale in cui si trova, il Parco Gallipoli-Cognato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Questo perché, e ne siamo fermamente convinti, che non vi può essere un concreto e diffuso sviluppo del turismo in Basilicata se si va sistematicamente a scopiazzare esperienze felicemente realizzate altrove, senza d&#8217;altro canto immaginare un&#8217;offerta turistica nostrana e condivisa. Le iniziative, a guardare i summenzionati dati, che funzionano indipendentemente da una vera e propria azione promozionale regionale, che è pressoché assente, sono quelle che possono contare su contenitori di per se di grande pregio, come Matera e Maratea.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Metaponto raggiunge e migliora le proprie prestazioni grazie alla presenza dei villaggi e ad un giusto rapporto costi/servizi resi, non sempre però accompagnate da una corretta e responsabile gestione, come dimostra l&#8217;attuale situazione giudiziaria che ha coinvolto la società Cit Holding.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il tutto poi avviene senza la mano pubblica, neanche in quegli aspetti di propria prerogativa, ossia nella diffusione pubblicitaria e propagandistica del turismo regionale, ed invece si coglie in tutta evidenza l&#8217;assenza di una cartellonistica locale informativa almeno della presenza delle Tavole Palatine.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sembra, fatta qualche debita eccezione, un <strong>turismo puntiforme e primordiale</strong><span style="font-weight: normal;">, dove se non si mettono in campo nuovi e diffusi strumenti anche i punti oggi di forza come Matera, Maratea e Metaponto finiranno per esaurirsi in breve tempo e quelli già in declino come il Pollino e il Vulture a non rilanciarsi più. Poi su tutto il restante territorio regionale, che è oltre il 70%, è buio profondo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Occorrono evidentemente interventi interattivi tra i territori, tra i settori produttivi e tra le tante risorse locali, occorre attivare politiche anche per il recupero delle aree interne con tutto il patrimonio in esse contenute, sconosciute ai più, finanche agli stessi lucani.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Andrebbe quindi rivisto il Piano Regionale Turistico, visti gli scarsi risultati ottenuti, ed andrebbero attivate tutte quelle azioni previste nella legge regionale n.17/2005 sul Turismo Rurale, inattive ormai da ben sette anni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">Potenza, lì 3/2/&#8217;12                                                        Aldo Michele Radice</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il paradosso del mentitore</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/il-paradosso-del-mentitore/</link>
		<comments>http://www.aldomicheleradice.it/2012/il-paradosso-del-mentitore/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 20:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni tra comunicati stampa inviati a nome di altri, per dire ciò che si pensa e per non apparire, e successive smentite sembra per davvero “il paradosso del mentitore”, ossia dove tutto può essere vero e tutto può essere falso a seconda dei punti di vista o di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che sta succedendo in questi ultimi giorni tra comunicati stampa inviati a nome di altri, per dire ciò che si pensa e per non apparire, e successive smentite sembra per davvero <strong>“il paradosso del mentitore”, </strong><span style="font-weight: normal;">ossia dove tutto può essere vero e tutto può essere falso a seconda dei punti di vista o di ciò che più interessa. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-weight: normal;">Nella fattispecie tutte le cose scritte possono essere vere nel loro contenuto, ma tutte false perché non scritte dall&#8217;ipotetico estensore, il vice segretario del PD Arduino Lospinoso. E allora cosa è più falso o vero le cose scritte o chi le ha scritte? Dopo tanto dibattito (a volte pettegolezzo e dietrologia) ognuno decidesse da che parte sta la verità o la falsità. Per quanto mi riguarda la questione non mi appassiona, perché mentre tutto il mondo politico discute animatamente della grave crisi economico-sociale in cui versiamo, e pezzi significativi del mondo produttivo in larga parte dell&#8217;Italia protesta con forza, ai limiti della legalità, qui in Basilicata si parla del sesso degli angeli e si tiene aperta una crisi regionale per ben tre mesi, alzando evidentemente la febbre all&#8217;interno del PD lucano e dell&#8217;intero centro sinistra.</span><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Mentre il mondo brucia questa classe politica non ha nulla di meglio da proporci se non lo sbranarsi vicendevolmente. Ma tutto ciò può avvenire perché è ormai acclarato, negli apparati politici locali, che, se anche la indignazione o il malumore verso il potere regionale sono diffusissimi, questi non assumeranno mai forma di protesta tale da sovvertire “democraticamente” questo dannoso e oppressivo sistema di governo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nonostante il Presidente De Filippo, il più votato d&#8217;Italia, perde oltre il 7% in consensi, ciò non significa assolutamente nulla. Non merita neanche una riflessione politica per l&#8217;assenza pressoché totale dell&#8217;opposizione. L&#8217;idea, che si percepisce, è quella di una felice e gradita compartecipazione gestionale del potere ( in verità piccoli incarichi) tra PDL e PD, dove le posizioni politiche vengono derubricate. Non c&#8217;è memoria quindi sulle riforme istituzionali, quali la rivisitazione del sistema sanitario regionale, la riforma del sistema agricolo (ALSIA, ARBEA, Consorzi Agrari) o quello della governace territoriale, che non prendono mai corpo e forma. Anni di attesa mentre malumori e mala gestione accrescono a dismisura, mettendo giustamente o artificiosamente in moto movimenti territoriali per ottenere un minimo di risposte, come la vicenda dell&#8217;ospedale di Venosa o quella degli imprenditori agricoli del metapontino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma che si sappia e continuo a ribadirlo questi avvenimenti non assumeranno mai la consistenza di fiammate tali da sovvertire un sistema politico inadeguato, acclaratamente irresponsabile per il difficile momento ed avvitato unicamente sul prefigurare il proprio futuro politico. Altrimenti non si spiegherebbe il clamore di un comunicato vero nei contenuti, ma falso nella missiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Allora che si faccia presto, ognuno di questi dichiarasse cosa vuol fare da grande onde evitare ulteriormente questo spettacolo indecoroso e per mettere in campo una nuova classe politica, che metta al centro dell&#8217;azione politica i problemi di questa regione, augurandoci che sul futuro sistema elettorale regionale non si consumino altre <strong>porcate</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Potenza, lì 27/01/&#8217;12                                                            Aldo Michele Radice</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un nuovo sistema elettorale per i piccoli comuni</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/un-nuovo-sistema-elettorale-per-i-piccoli-comuni/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ Riprendiamo esattamente dall&#8217;articolo precedente e proseguiamo il ragionamento sull&#8217;ipotesi di modifica della legge elettorale delle amministrazioni locali. L&#8217;attuale sistema elettorale delle amministrazioni comunali si suddivide in due grandi categorie, quelle al di sotto dei 15 mila abitanti e quelli al di sopra. Questo prevede modalità elettive del sindaco diverse a seconda delle fasce di popolazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="/wp-content/veri-valori30714.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1671" title="veri-valori30714" src="/wp-content/veri-valori30714.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Riprendiamo esattamente dall&#8217;articolo precedente e proseguiamo il ragionamento sull&#8217;ipotesi di modifica della legge elettorale delle amministrazioni locali. L&#8217;attuale sistema elettorale delle amministrazioni comunali si suddivide in due grandi categorie, quelle al di sotto dei 15 mila abitanti e quelli al di sopra. Questo prevede modalità elettive del sindaco diverse a seconda delle fasce di popolazione e di un numero definito di consiglieri eletti e di conseguenza delle giunte.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Questa legge soprattutto nei comuni piccoli ha generato contraddizioni tali da provocare alcuni effetti negativi. Il primo è stato lo <strong>scadimento della qualità amministrativa </strong>dovuto alla ricerca dell&#8217;incarico amministrativo, il più delle volte per assicurarsi un&#8217;indennità di carica. Il secondo è la lotta politica che ha dilaniato i rapporti sociali, familiari delle comunità, e che ha compromesso e reso difficile il vivere nei piccoli centri. Quindi alle difficoltà di un vivere quotidiano in tali ambienti c&#8217;è da aggiungere quello della rincorsa spasmodica all&#8217;elezione per ricoprire incarichi a scapito evidentemente della qualità e dalla credibilità del ruolo da svolgersi. In aggiunta, con l&#8217;abolizione delle Province e delle Comunità Montane e la contrazione significativa del numero dei Consiglieri Regionali, la rappresentanza democratica e territoriale è per davvero ridotta al lumicino. Inoltre in situazioni economiche, sociali, occupazionali difficili non ci si può più affidare a personaggi poco credibili ed a un sistema che privilegia le aggregazioni elettorali dove conta non la qualità degli uomini in lizza, ma il numero di voti che ognuno di essi è potenziale portatore. Manca quello che era il ruolo fondamentale dei partiti ossia la scelta oculata dei candidati a partire dal sindaco. L&#8217;attuale stato comatoso degli stessi partiti non favorisce, se non in rarissimi casi, dovuti unicamente a circostanze locali, la scelta degli uomini, ma al contrario essi reclutano di tutto e di più, assecondando più le aspirazioni dei singoli che le proprie <span style="color: #000000;">prospettive</span> politiche. E quindi le transumanze da un partito all&#8217;altro, da uno schieramento all&#8217;altro divengono fatti quotidiani, di cui nessuno si scandalizza più, perché l&#8217;appartenenza e la coerenza non sono più valori, ma enunciazioni prive di un qualsiasi significato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La politica oggi è altro e viene interpretata come il rincorrere i benefici personali, non importa in che modo o con quali mezzi. Non c&#8217;è quindi da meravigliarsi del dilagare del malcostume che in molti casi finisce in sistemi corruttivi diffusi e collusi con la malavita. Occorre dunque reagire a tutto questo ed evidentemente promuovere un nuovo sistema elettorale, che possa scongiurare o quantomeno limitare il verificarsi o il perpetuarsi di quanto detto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ma proviamo a vedere come. L&#8217;attuale sistema favorisce le aggregazioni e sono i candidati consiglieri, con il loro apporto elettorale, che garantiscono la elezione del sindaco, indipendentemente dalle sue qualità e dal programma presentato, quasi sempre scopiazzato e similare alle altre formazioni. Si soddisfa più un obbligo di legge che una vera esigenza di misurarsi con i problemi di una comunità. Allora proviamo a ribaltare il ragionamento e partiamo proprio dall&#8217;elezione del sindaco e dal programma. La competizione andrebbe quindi accentrata solo ed esclusivamente sui possibili candidati sindaci, il cui numero andrebbe fissato per fasce di popolazione. I candidati sindaci si dovrebbero quindi confrontare sui programmi, che non potrebbero a questo punto essere evidentemente simili, e sulle giunte da annunciarsi in campagna elettorale e da nominarsi in caso di vittoria, in un numero da definirsi sempre sulla base della popolazione. Il consiglio comunale si comporrebbe dal Sindaco, dalla Giunta e da tutti i candidati sindaci sconfitti, assicurando al sindaco vincente la maggioranza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Quali vantaggi produrrebbe una norma così fatta? Innanzitutto la scelta dei candidati sindaci non potrebbe che spostarsi verso personalità locali con qualità umane, professionali e di correttezza elevate. L&#8217;assenza delle liste dei candidati consiglieri, con presenze a volte abnormi rispetto alla stessa popolazione, evita la ricerca spasmodica delle preferenze personali, che tanto danno relazionale hanno provocato nei piccoli ambienti. Terzo il programma presentato diverrebbe per davvero la base per una scelta oculata dei sindaci da parte degli elettori.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">É del tutto evidente che una ipotesi di legge sì fatta è solo un&#8217;idea e pertanto andrebbe dettagliata nei particolari. Questo sarebbe il meno, il vero vulnus risiede nella circostanza che chi dovrebbe approvare una tale norma è un Parlamento di nominati, che di tutto quello che succede sul territorio non gliene frega assolutamente nulla.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Potenza 20/01/2012                                                                  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questione morale e qualità amministrativa</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2012/questione-morale-e-qualita-amministrativa/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[            Pochi mesi oggi in politica sembrano secoli e tutto sembra vecchio e logoro, da dimenticare, perché ormai lontano anni luce. Così appaiono le tante, troppe situazioni che quotidianamente si verificano ad ogni latitudine e longitudine di questo globo. Tutto va nel dimenticatoio, anche e soprattutto perché l&#8217;assuefazione collettiva ormai è talmente tanta che solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>            Pochi mesi oggi in politica sembrano secoli e tutto sembra vecchio e logoro, da dimenticare, perché ormai lontano anni luce. Così appaiono le tante, troppe situazioni che quotidianamente si verificano ad ogni latitudine e longitudine di questo globo. Tutto va nel dimenticatoio, anche e soprattutto perché l&#8217;assuefazione collettiva ormai è talmente tanta che solo quando le situazioni raggiungono livelli insopportabili esse sfociano in protesta, ribellione e in stravolgimento dello status quo anche con metodi forti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">E quindi c&#8217;è da chiedersi dove è finita la <strong>questione morale</strong>, che tanto ha coinvolto la società italiana a partire dal 1992 in poi e che pure è stato il cavallo di battaglia di talune formazione politiche?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Nonostante il ripetersi in maniera sistematica, dai livelli nazionali a quelli locali, di fenomeni in cui la corruzione pubblica, la collusione con ambienti malavitosi, l&#8217;arroganza e la prepotenza politica, l&#8217;ingerenza sistematica nella vita quotidiana dell&#8217;azione politica, la mancanza di trasparenti prassi democratiche, l&#8217;impotenza di una Magistratura capace di assicurare ambienti affidabili e quindi attrattivi per viverci, per progredire, per investire, per assicurare pari opportunità a tutti, l&#8217;opinione pubblica sembra allontanare dalla propria attenzione questi temi.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">É come se la gente si fosse arresa, come ci si può arrendere di fronte ad una malattia cronica, con cui ci si deve per forza convivere; una malattia che non può essere assolutamente curata e quindi bisogna rassegnarsi, perché è talmente diffusa e diramata (non essendo allo stato di cose immune alcun apparato pubblico o privato), che se anche si dovesse sconfiggere da qualche parte, riesploderebbe altrove in situazioni similari in forma più virulenta ed aggressiva.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Sembrerebbe come la risposta dei virus che nel giro di qualche generazione, per noi trattasi solo di pochissimi giorni, reagiscono ai medicinali rendendoli praticamente inefficaci. É quello che da tangentopoli in poi è successo con modalità ed estensione addirittura moltiplicate. Non passa giorno che le cronache nazionali e locali non ci propinano notizie di fatti malavitosi, di mala amministrazione e di vera o presunta collusione tra politica e malaffare.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La conclusione porterebbe a pensare che dovremmo rassegnarci, non essendoci antidoti o metodi anticorruttivi capaci di sconfiggere definitivamente questo mal costume dilagante. Eppure, come per gli antibiotici la scienza continua a mettere in campo prodotti nuovi e sempre più efficaci contro le malattie virali, così le società devono trovare i giusti anticorpi per migliorare le proprie condizioni di civiltà e di democrazia. Se così non fosse saremmo già in preda alle organizzazioni malavitose (mafia, ndrangheta, sacra corona, basilischi, ecc. ecc.).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Bisognerà allora elevare molto il senso civico a partire dalle famiglie e dalla scuola per passare al mondo politico-amministrativo e al ruolo essenziale dei partiti e degli organismi sociali ed imprenditoriali. Molto dipenderà da come si dovrà procedere alla scelta degli amministratori della cosa pubblica, che in questi ultimi venti anni è profondamente decaduta, a causa degli attuali sistemi elettivi dal livello nazionale a quello dei comuni. Sono sistemi che vanno profondamente rivisti e non soltanto nella riduzione della loro rappresentanza, ma principalmente puntando sulla <strong>qualità degli eletti</strong> e potendo ricreare nei comuni situazioni di convivenza civile che sono profondamente mutate e lacerate. L&#8217;aver voluto poi riconoscere le indennità di carica ha generato una rincorsa alle cariche pubbliche, divenendo per taluni una vera e propria occupazione. Si è ritenuto in maniera ingannevolmente che le indennità potessero far venir meno il verificarsi di azioni illeciti. Allora bisogna partire proprio dalle amministrazioni locali per ricercare un sistema elettorale, che, pur assicurando la libera scelta degli elettori, garantisca la qualità degli uomini, la correttezza amministrativa, il risparmio della spesa pubblica senza con ciò deprimere la rappresentanza democratica. Ma di questo proveremo a parlarne più diffusamente nel prossimo articolo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
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		<title>Cene e cenoni politici di Natale</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ Cene annunciate e pubblicizzate a poco o nulla servono in una regione in cui il PD lucano fa il bello e cattivo tempo. Ed ora cosa mai faranno i cinque dell&#8217;Ave Maria riuniti intorno ad una pizza ed a un amaro boccale di birra dopo la nomina dei Direttori Generali delle AA.SS.LL?
La nomina di questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="/wp-content/veri-valori30713.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1664" title="veri-valori30713" src="/wp-content/veri-valori30713.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>Cene annunciate e pubblicizzate a poco o nulla servono in una regione in cui il PD lucano fa il bello e cattivo tempo. Ed ora cosa mai faranno i cinque dell&#8217;Ave Maria riuniti intorno ad una pizza ed a un amaro boccale di birra dopo la nomina dei Direttori Generali delle AA.SS.LL?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La nomina di questi da parte della Giunta Regionale nella giornata del 30/12/&#8217;11 è stata la risposta più eloquente che si potesse dare a questa cena.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ciò che per davvero è singolare e preoccupante è che non solo si è dato una risposta, così decisa e determinata ai cinque convitati, ma ai loro stessi partiti. Cosa ancora più straordinaria è che chi era presente alla cena-pizza o in prima persona (Ass. Mancusi) o in rappresentanza dei partiti (UDC ed IDV) ha poi dovuto votare in Giunta la nomina dei designati Direttori, tutti di area PD.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Meglio allora fare cene nel periodo natalizio in famiglia o con gli amici, lasciando perdere quelle politiche, estemporanee, inutili, se non proprio dannose.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Certo è facile, quando si fanno cene improvvisate, dimenticarsi di qualcuno e provocare effetti più negativi che positivi, anche e soprattutto in chi dovrebbe per coerenza (Terzo Polo: FLI e Nuovi adepti) o per scelta politica (API, Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Verdi) essere presente. Ma evidentemente gli effetti della grave crisi economica (non certo le grandi contraddizioni interne agli stessi partiti o a federazioni) hanno imposto una restrizione dei convitati, anche se si trattava di una banale pizza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Allora meglio un caffè o una semplice riunione in cui fare una seria riflessione politica sulla situazione in cui versa questa regione e come questo centro sinistra lucano possa andare avanti ancora per forza di inerzia.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Meglio tutti insieme, anche con chi non si vuole a tavola, per dare concretamente un segnale di cambiamento verso un PD squalo e comunque contraddittorio con l&#8217;altra scelta effettuata nel recente passato sulla sanità lucana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;aver promosso una cena-pizza con molte assenze non era credibile e non poteva esserlo. Eppure i convitati sono politici di lungo corso ed anche abbastanza smaliziati per non aver messo in conto una risposta così ferma e senza prove d&#8217;appello e senza aver considerato che le riunioni (o se si vuole cene) si promuovono prima di importanti e significativi appuntamenti politici, come le finanziarie. L&#8217;ultima invece, approvata qualche giorno fa, è stata licenziata con una maggioranza ancor più larga di quella uscita dalle urne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">E&#8217; da ritenere dunque che l&#8217;obiettivo dei cinque convitati e dei rispettivi partiti non era la nomina dei Direttori Generali delle AA.SS.LL, ma il rimpasto in Giunta Regionale. La qual cosa è ancora più complicata proprio a partire dai cinque e dai loro stessi partiti o dalle federazioni politiche in essere o da costituire, perché gli obiettivi politici (o pseudo tali) sono profondamente divergenti e scontati.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Staremo comunque a vedere nei prossimi giorni se il tutto sfumerà in una vibrata sfuriata (o pseudo tale) dei cinque convitati o se gli stessi soggetti non promuoveranno un vero e proprio <strong>cenone</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L&#8217;unica cosa certa è che il PD continuerà ad imperare e ad imporre un sistema divenuto insopportabile agli alleati di coalizione, ma più ancora alle genti di questa regione. Non basta quindi una cena o un prossimo cenone per sovvertire questo stato di cose, ma un&#8217;azione decisa che parta dal basso e faccia tremare i palazzi del potere e gli stessi partiti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Potenza, lì 31/12/2011</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BUON 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 15:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Aldo Michele RADICE
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/wp-content/tanti-auguri-di-buon-anno-4_high.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1661" title="tanti-auguri-di-buon-anno-4_high" src="/wp-content/tanti-auguri-di-buon-anno-4_high-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><em>Aldo Michele <strong>RADICE</strong></em></p>
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		<title>Buon Natale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 22:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Buon Natale a tutti

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buon Natale a tutti</p>
<p><a href="/wp-content/stelle-di-natale.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1658" title="stelle-di-natale" src="/wp-content/stelle-di-natale.jpg" alt="" width="242" height="208" /></a></p>
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		<title>Alla ricerca di un nuovo sistema democratico</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 16:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[            Il mondo sta profondamente cambiando e l&#8217;esigenza della ricerca della democrazia nelle società, siano esse occidentali, medio orientali o nord africane, è sempre più pressante ed urgente. Non è un caso quello che è successo in talune nazioni arabe: l’ex presidente tunisino Ben Ali, l’ex presidente egiziano Mubarak e il dittatore libico Gheddai sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonDropCaps-Black; mso-bidi-font-family: LyonDropCaps-Black;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>Il mondo sta profondamente cambiando e l&#8217;esigenza della ricerca della democrazia nelle società, siano esse occidentali, medio orientali o nord africane, è sempre più pressante ed urgente. Non è un caso quello che è successo in talune nazioni arabe: </span><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;">l’ex presidente tunisino Ben Ali, l’ex presidente egiziano Mubarak e il dittatore libico Gheddai sono stati spazzati via dai propri popoli perché il bisogno di libertà e di democrazia è divenuto primario rispetto alle stesse difficoltà economiche (povertà) in cui versano. </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>“Questo risultato è una grande conquista anche per il Medio Oriente e il Nord Africa: con la democrazia anche gli arabi potrebbero sperimentare il pluralismo, l’apertura e, perché no, la modernità.” E&#8217; quanto afferma </span><strong><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Bold; mso-bidi-font-family: LyonText-Bold;">Tariq Ramadan, </span></strong><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-RegularItalic; mso-bidi-font-family: LyonText-RegularItalic;">Professore di studi islamici all’Università di Oxford. “Ma allo stesso tempo - continua il Professore - </span><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;">le democrazie occidentali stanno attraversando una delle peggiori crisi della loro storia. I cittadini di molti paesi hanno sempre più l’impressione di essere trascurati e che le loro opinioni non hanno valore&#8230;&#8230;Il sistema noto come democrazia ha dato prova di non essere libero né trasparente se lo stato e i cittadini sono così fortemente discriminati. Chi prende le decisioni oggi? Chi ha il potere?&#8230;&#8230;.È come se in tempi di crisi le regole della democrazia dovessero essere sospese, con i cittadini che rimangono a guardare&#8230;&#8230;..Negli Stati Uniti la crisi economica ha messo in luce l’impotenza dei cittadini.…&#8230;..<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>In Europa la sensazione è la stessa&#8230;&#8230;..I paesi musulmani dovrebbero sbarazzarsi delle dittature, laiche o religiose che siano. Invocare un processo di democratizzazione è legittimo, e sembra l’unico modo per andare avanti. Eppure dovremmo interrogarci sul modello democratico e sui suoi obiettivi. I paesi arabi dovrebbero seguire le orme dell’occidente? Vale la pena replicare il modello occidentale? Dove sono finite la libertà e la trasparenza di cui parlano i democratici? In molti paesi le persone temono di perdere i loro diritti, di godere di minori libertà, di essere progressivamente emarginate.”</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric;"><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>E&#8217; un&#8217;analisi feroce, che se pure da una parte riconosce la necessità di taluni popoli di conquistare l&#8217;auto determinazione democratica, dall&#8217;altra riconosce nei popoli occidentali una democrazia effimera condizionata oggigiorno e sempre più “<strong>dall’alta finanza, dai soldi e dai mezzi d’informazione</strong>”.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="color: black; mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>In ben altre situazioni, dove le condizioni economiche sono fragili ed il peso dell&#8217;apparato pubblico è il principale dispensatore delle risorse finanziarie, la gestione del potere diviene un ulteriore elemento di condizionamento che deprime le libertà individuali e la democrazia in generale, tanto da poter parlare di un sistema asfissiante ed inamovibile, una sorta di <strong>tirannia</strong> <strong><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>bianca</strong>.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1;">            </span>E come il Professore Ramadan ipotizza di ricercare per i popoli arabi altre strade, nuovi orizzonti, avendo il mondo globalizzato messo a repentaglio le democrazie nazionali, così è necessario negli ambienti delle tirannie bianche ricercare sistemi democratici dove occorre interrompere la gestione della cosa pubblica destinata a rafforzare e consolidare i partiti governanti o peggio ancora i suoi rappresentanti, potendo elevare i sistemi di controllo della spesa ed impedendo il permanere delle stesse persone nella gestione della cosa pubblica. Basterebbe per questo introdurre con norma il limite dei due mandati elettorali, onde evitare la perpetuazione (clonazione) dei De Filippo, evitando l&#8217;inutile attesa dei metodi energici, così come verificatosi nella primavera<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>araba perché la sola indignazione in quelle situazioni non bastava più, ma potendo in alternativa, cosa a me più gradita, ricorrere in modo trasversale all&#8217;impegno politico di tante persone perbene oggi lontane dai partiti e dalla politica e fuori dagli attuali schemi o raggruppamenti politici. Ma di questo parleremo in una riflessione a parte.</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">(Controsenso 17/12/&#8217;11)</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-autospace: ideograph-numeric; text-align: justify;"><span style="mso-fareast-font-family: LyonText-Regular; mso-bidi-font-family: LyonText-Regular;"><span style="font-size: small; font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
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		<title>Molta miseria e poca nobiltà in Basilicata</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2011/molta-miseria-e-poca-nobilta-in-basilicata/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 17:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ In questi tempi sembra tutto surreale e paradossale. Il senso di insicurezza ed insieme di rabbia, che si avverte ovunque, è palpabile nel discorrere della gente.
Si è partiti con un governo, che doveva abbattere le tasse e portarci a livelli di vita migliori, e si è giunti ad un governo di tecnocrati in una situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="/wp-content/veri-valori30712.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1652" title="veri-valori30712" src="/wp-content/veri-valori30712.jpg" alt="" width="160" height="160" /></a>In questi tempi sembra tutto surreale e paradossale. Il senso di insicurezza ed insieme di rabbia, che si avverte ovunque, è palpabile nel discorrere della gente.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Si è partiti con un governo, che doveva abbattere le tasse e portarci a livelli di vita migliori, e si è giunti ad un governo di tecnocrati in una situazione economica e finanziaria catastrofica (o fatta percepire come tale).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Si è proposta, in poco più di 17 giorni, una manovra denominata “<strong>salva Italia</strong>”, che non si è attuata in tanti anni trascorsi invece come se ci dovessimo trovare sempre nei tempi delle vacche grasse: finanza pubblica allegra, sperperi su sperperi, benefici su benefici, facile evasione fiscale, arricchimenti facili, corruzione dilagante e presente oramai in ogni dove, forze politiche mangia soldi e pubblici amministratori “illuminati”.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Il risultato, che se ne avuto, è una stangata pazzesca nei confronti dei cittadini per bene, quelli che hanno sempre ed onestamente sostenuto questo Stato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Incredibile e per tutto ciò si è ricorso ad un Governo non politico, fatto di <strong>professoroni</strong>, come se fossero scesi e vissuti nel frattempo su Marte e che pertanto dovessero dimostrarsi equi nelle cose da farsi e sobri rispetto al momento, eppure non si sono astenuti dalla Prima della Scala. Si sono disegnati scenari catastrofici da un lato e dall&#8217;altro si sono ostentati sfarzi inopportuni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ma chi ci crede più, e nel mentre stanno raschiando il fondo a chi non ne può già più.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">E noi della Basilicata? Perché mai dovremmo essere preoccupati?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Perché siamo già ricchi di idrocarburi, d&#8217;acqua, di inquinamento, di disoccupazione, di povertà, di spopolamento, di desertificazione delle aree interne, di dissesto idrogeologico, di giovani che fuggono definitivamente via, di infrastrutture da quinto mondo, di un sottosegretario che potrà riprendere la questione del “<strong>Memorandum</strong>” o degli alluvionati del Metapontino o far arrivare tante altre risorse finanziarie aggiuntive per la Basilicata.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Ancora illusioni e falsità spacciate con troppa facilità in talune dichiarazioni pubbliche o come quelle riportate nel Memorandum o meglio dirsi nell&#8217;accordo sul petrolio sottoscritto già il 29 aprile di quest&#8217;anno.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">In esso si configurano scenari iperbolici di sviluppo, che però non potranno mai essere messi in atto. (Per chi volesse approfondirne i contenuti, si consiglia la lettura del testo riportato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (memorandum_intesa_basilicata_290411.pdf).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Infatti le condizioni attuali economiche e finanziarie, in cui versa oggi l&#8217;Italia, non potranno mai assicurare la realizzazione di alcunché, se non la intensificazione dell&#8217;estrazione degli idrocarburi in Basilicata per soddisfare la copertura entro il 2015 del 10% del fabbisogno energetico nazionale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">E intanto anche la tanto decantata carta sulla riduzione sulla benzina si è dimostrata una bufala, mentre la stessa aumenta grazie alla manovra del Governo e noi della Basilicata la paghiamo più di tutte le altre regioni.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Non si è fatta l&#8217;unica cosa che andava invece fatta e prevista nel così detto accordo d&#8217;aprile e che avrebbe sicuramente portato nelle casse della Regione Basilicata e nelle Amministrazioni Locali interessate ulteriori e sicure risorse finanziarie, ossia la <strong>rinegoziazione delle royalties</strong><br />
Potenza, lì 9/12/&#8217;11                                                     <em>Aldo Michele Radice</em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.aldomicheleradice.it/">www.aldomicheleradice.it</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="color: #000080;"><span lang="zxx"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:aldomicheleradice@hotmail.it">aldomicheleradice@hotmail.it</a></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E se anche la SATA di Melfi chiudesse i battenti&#8230;</title>
		<link>http://www.aldomicheleradice.it/2011/e-se-anche-la-sata-di-melfi-chiudesse-i-battenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 18:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Radice</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[


          Nell&#8217;ultimo periodo la situazione dell&#8217;auto in Italia non sembra attraversare tempi buoni, tutt&#8217;altro. Termini Imerese ha chiuso e chissà cos&#8217;altro dovremo aspettarci dalle decisioni che Marchionne intenderà adottare nel prossimo futuro. Il quadro non è sicuramente dei migliori e la situazione si presenta per davvero complicata, così come il CorrierEconomia riporta in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt">
<div class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><font style="font-size: small;" size="3"><font face="Times New Roman"></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="mso-tab-count: 1">      </span>    Nell&#8217;ultimo periodo la situazione dell&#8217;auto in Italia non sembra attraversare tempi buoni, tutt&#8217;altro. Termini Imerese ha chiuso e chissà cos&#8217;altro dovremo aspettarci dalle decisioni che Marchionne intenderà adottare nel prossimo futuro. Il quadro non è sicuramente dei migliori e la situazione si presenta per davvero complicata, così come il CorrierEconomia riporta in una approfondita e recentissima disamina sulla Fiat.</p>
<p></font></font></span><font style="font-size: small;" size="3"></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td style="BORDER-BOTTOM: #f0f0f0; BORDER-LEFT: #f0f0f0; BACKGROUND-COLOR: transparent; BORDER-TOP: #f0f0f0; BORDER-RIGHT: #f0f0f0">
<div>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 6pt; BACKGROUND: #b3b3b3" align="center"><span style="FONT-SIZE: 9pt"><span style="font-family: Times New Roman;">……(omiss)………..</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 6pt; BACKGROUND: #b3b3b3"><span style="FONT-SIZE: 9pt"><span style="font-family: Times New Roman;">Le vendite europee, che a un certo punto del 2011 pareva potessero addirittura ripartire, sono giù in media dell’1,2% solo tra ottobre e gennaio, per fine anno non centreranno probabilmente nemmeno la crescita zero, e per il 2012 nebbia fittissima, non c’è stima che non sia rivista al ribasso e non c’è chi, ancora, si azzardi a fissare un numero accanto al segno meno. Tre per cento? Cinque? Cambia in continuazione.</span></span><span style="FONT-SIZE: 9pt"><span style="font-family: Times New Roman;">Le vendite italiane, non è una novità, sono messe persino peggio: quasi l’11% già perso, suppergiù altrettanto nelle previsioni allungate a fine anno, paura anche soltanto a immaginare quale «faccia» potrà avere da lì in avanti un mercato già precipitato ai livelli del 1993. Appena in Spagna, è più nera.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 6pt; BACKGROUND: #b3b3b3" align="center"><span style="FONT-SIZE: 9pt"><span style="font-family: Times New Roman;">……(omiss)………..</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 6pt; BACKGROUND: #b3b3b3"><span style="FONT-SIZE: 9pt"><span style="font-family: Times New Roman;">La Fiat, ancora, che in Italia ha sempre il proprio core <em style="mso-bidi-font-style: normal">business</em> europeo, che da noi fa la metà delle sue vendite continentali, e che però quest’anno ha già perso più di 60 mila macchine. Il 14%.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 6pt; BACKGROUND: #b3b3b3"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><em style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="FONT-SIZE: 8pt"><span style="font-family: Times New Roman;">(dal CorrierEconomia del 29/11/’11)</span></span></em></strong></p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Gli interessi aziendali si stanno inevitabilmente spostando in altre aree mondiali, come pure la situazione gestionale interna evolve sempre più verso l&#8217;America. I dati infatti dell’ultimo trimestre riportano che degli 851 milioni di utili della gestione ordinaria Fiat Automobiles contribuisce per 128 milioni, mentre la Chrysler per ben 556.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Se questo trend dovesse continuare le scelte della Fiat saranno sempre più drastiche e tenderanno ad abbandonare o marginalizzare il mercato europeo ed italiano in maniera più specifica, per spostare quasi esclusivamente i propri interessi verso gli Stati Uniti,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>l&#8217;Asia ed il Sud America.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Ed allora cosa potrebbe significare per la Basilicata se la Fiat dovesse decidere di dismettere, fra qualche anno, anche la SATA di Melfi? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Un disastro perché si porrebbero a rischio, tra occupazione diretta e quella indotta, oltre 17/18.000 posti di lavoro, nel mentre la Regione Basilicata, vivendo sonni tranquilli, non avrà minimamente messo in campo azioni per creare alternative produttive, anzi avrà perso fette di mercato della propria e già fragile economia, perché avrà perso ulteriormente le attività artigianali, avrà perso fasce diffuse di identità culturali e tradizionali non rimpiazzate dal ricambio generazionale, avrà desertificato la regione con l&#8217;abbandono delle aree interne e montane, non potendo più contare sulle forze giovanili, quelle altamente scolarizzate e/o specializzate,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>perché definitivamente allontanate dalla regione. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Nel frattempo si andrà avanti senza un piano regionale di industrializzazione e si concederanno ancora finanziamenti a pioggia, così come avvenuto in questi giorni da parte del Dipartimento Attività Produttive. Sono stati infatti concessi 8 milioni di euro a tre aziende (Daken di Matera, Co.Par.M di Ferrandina, Sudelettra di Viggiano) per assicurare 54 nuovi posti di lavoro (chissà? non si è mai verificato il rispetto delle previsioni progettuali occupazionali). E poi saranno sempre più le aziende lucane che chiuderanno o che faranno ricorso alla Cassa Integrazione rispetto a quelle di nuova formazione o a quelle che potranno riconvertire le proprie produzioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span>Quindi lo scenario che ci attende è per davvero fosco e sicuramente <strong style="mso-bidi-font-weight: normal">la Basilicata potrà <span style="mso-spacerun: yes"> </span>riprecipitare nelle regioni dell&#8217;obiettivo 1</strong>, ossia in quelle classificate in ritardo di sviluppo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> (da Controsenso del 2/12/&#8217;11)</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: SimSun; mso-bidi-font-family: Mangal; mso-font-kerning: .5pt; mso-fareast-language: HI; mso-bidi-language: HI; mso-ansi-language: IT;"><span style="mso-tab-count: 1">            </span><span style="mso-tab-count: 2">                </span></span></p>
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